La Bibbia non è una favola/ Video ultima scoperta in Israele: un sigillo conferma veridicità del Testo Sacro

- Paolo Vites

Importante scoperta a Gerusalemme nella zona del Muro del Pianto, dove sorgeva il tempio di Salomone: il sigillo del governatore che cofnerma quanto scritto nella Bibbia

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Gerusalemme, foto Pixabay

Non è certo la prima scoperta archeologica che conferma cose scritte nella Bibbia, non solo nell’Antico testamento, ma anche riguardo la vita di Gesù (ad esempio la celebre lapide di Nazareth di epoca romana, risalente al 41 d.C. che condanna alla pena capitale chi “asporta cadaveri dai sepolcri”, un evidente riferimento alla resurrezione del Cristo o le prove dell’esistenza di Ponzio Pilato e di Caifa). La Terra Santa continua a rivelare segreti nascosti che uno dopo l’altro dimostrano che, con buona pace di tanti, il libro sacro è tutto tranne che una favoletta. L’ultima scoperta della serie è un sigillo risalente a 2700 anni fa, trovato durante degli scavi nella zona del Muro del Pianto, dove si trovava l’antico tempio di Salomone. Sul sigillo una scritta in ebraico antico che dice che apparteneva “al governatore della città di Gerusalemme”.

Nella Bibbia si legge infatti di due governatori e il sigillo conferma l’esistenza di uno di essi 2700 anni fa. Nessuna altra fonte storica aveva mai menzionato la figura di questo personaggio, solo la Bibbia. Ha commentato la responsabile degli scavi, Shlomit Weksler-Bdolah, che “si tratta di una scoperta molto rara. La sua importanza risiede nel fatto che noi conosciamo l’espressione ‘governatore della città’ solo attraverso la Bibbia. È la prima volta che ne troviamo menzione in un contesto archeologico. Gli studiosi israeliani rilevano che nella Bibbia sono menzionati due governatori di Gerusalemme vissuti in epoche diverse: Yehoshua e Maaseiah”.

Il rischio adesso come già si legge su alcuni media israeliani, è che tale scoperta rilanci ancora il dibattito su Gerusalemme capitale, ma la scoperta archeologica, al contrario di alcuni leader palestinesi che contestano anche l’esistenza stessa del tempio di Salomone, confermerebbe proprio che la città era capitale della Palestina già tremila anni fa, quando ci vivevano i soli ebrei.



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