Mafia, armi e pizzo a Bagheria/ Arrestati nipoti del boss Giuseppe Scaduto: “contatti con Messina Denaro”

- Niccolò Magnani

Mafia, traffico d’armi e pizzo: sei arrestati a Bagheria tra cui anche i nipoti del boss Giuseppe Scaduto. Contatti con Messina Denaro e traffici criminali di Cosa Nostra

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Carabinieri - LaPresse
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Nuovo colpo importante inferto a Cosa Nostra, questa volta a Bagheria: i carabinieri di Palermo hanno arrestato 6 persone accusati di essere esponenti del “mandamento” di Bagheria, uno dei “settori” della Mafia più vicini a Matteo Messina Denaro, il super latitante più ricercato d’Italia. Associazione mafiosa, estorsione (pizzo) e traffico d’armi: le accuse per i vari arrestati sono gravissime con le lunghe indagini svolte nei mesi passati che hanno accertato i ruoli dei sei fermati all’interno di Cosa Nostra. In particolare, sono state portate alla Procura prove di una serie lunghissima di taglieggianti a commercianti della zona e anche a importanti imprenditori. Tra gli arrestati c’è anche Paolo Liga, spiega l’Ansa, nipote del boss capomafia Giuseppe Scaduto: «Liga custodiva e gestiva l’arsenale del clan insieme ad un altro arrestato, Salvatore Farina. Pistole, fucili e mitragliette con matricola abrasa pronte per essere usate. Aveva anche il delicato compito di gestire i contatti con i boss della vicina Palermo e di Trapani, dove resta latitante Matteo Messina Denaro», riporta stamane LiveSicilia.

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“CONTATTI CON MESSINA DENARO”

Proprio i legami con la mafia di Corleone post-Riina e quella tra Trapani e Palermo con Messina Denaro ancora capo latitante, hanno spinto l’azione congiunta di Polizia, Dia e Carabinieri a svolgere appostamenti, intercettazioni e lunghe indagini per poter giungere al nuovo colpo contro le mafie in Sicilia. «Oggi viene colpito quello che possiamo definire il processo di sostituzione di capi o affiliati storici con nuove generazioni di criminali, figli di capi appartenenti a famiglie influenti di cosa nostra – aggiunge Di Stasio – Infatti, dopo il recente arresto, a Palermo, di Giuseppe Biondino, noto figlio dell’autista e fiduciario di Riina, è stato assicurato alla giustizia Paolo Liga, nipote del capo mandamento di Bagheria», spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo Antonio Di Stasio. Ha poi confermato i nomi dei sei fermati e accusati di elementi gravissimi: insieme a Paolo Liga sono stati arrestati Salvatore Farina, Giuseppe Sanzone, Claudio De Lisi e suo fratello Riccardo De Lisi, e Rosaria Maria Liga, sorella di Paolo e nipote di Scaduto. Secondo l’ufficiale dell’Arma il pizzo e l’estorsione restano ancora oggi i principali atti criminali di Cosa Nostra nelle zone di Palermo e dintorni, ma va anche sottolineato, a sorpresa, che «l’operazione mette in luce il crescente contributo di quei commercianti e imprenditori che trovano il coraggio di denunciare il pagamento del pizzo».

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