La jihadista donna più ricercata al mondo/ Ecco la vera storia di Émilie König arrestata in Siria

Nelle ultime ore è stata arrestate in Siria Émilie König, la più celebre delle jihadiste occidentali affiliatesi all’ISIS: ma chi è questa 33enne bretone e quale è la sua storia?

04.01.2018 - Raffaele Graziano Flore
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Emilie Konig, un vecchio scatto della jihadista armata (Twitter)

L’ARRESTO DI ÉMILIE KÖNIG IN SIRIA

Il suo caso era balzato agli onori delle cronache d’Oltralpe, tanto da ispirare la genesi di un documentario sulla sua vita prima di diventare celebre in tutto il mondo non solo come la principale jihadista occidentale affiliata all’ISIS, ma come una delle più attive reclutatrici di “foreign fighters” e aspiranti terroristi per la causa del sedicente Stato Islamico: è notizia delle ultime ore quella secondo cui Émilie König è stata arrestata in Siria dalle forze di polizia curde e attualmente si troverebbe imprigionata in un campo profughi. A rivelarlo sono stati alcuni media transalpini tra cui l’emittente radiofonica Rmc, facendo tornare prepotentemente d’attualità la vicenda di questa donna originaria della Bretagna e che aveva deciso di lasciare la Francia portando con sé i suoi tre figli dopo aver sposato un uomo di nazionalità algerina ed essersi radicalizzata, cambiando inoltre il suo nome in Samra. Che ne sarà ora di lei? Come detto in passato da Emmanuel Macron a proposito delle terroriste con passaporto francese che chiedono di essere giudicate in Francia, “la loro situazione verrà esaminata caso per caso”.

IL DOCUMENTARIO REALIZZATO SU DI LEI

Ma chi è Samra, la prima donna inserita dagli Stati Uniti nel settembre 2015 nella lista dei più importanti terroristi al servizio della Jihad? Come detto, la sua fuga in Medio Oriente nel 2012 aveva pure ispirato un breve documentario di 26 minuti intitolato “Émilie König vs Ummu Tawwab” e diretto da Agnès De Feo, nel quale si raccontano le tappe della sua ascesa da semplice simpatizzante di Daesh a vero e proprio simbolo della fascinazione dell’ISIS, nonché di reclutatrice di primo piano scalando pian piano le stesse gerarchie dello Stato Islamico. Il film realizzato dalla De Feo cercava di capire il modo in cui Émilie König si era radicalizzata, riprendendola quando ancora viveva in Europa e riflettendo anche sul fatto che lei rappresentava solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più vasto di quanto si possa pensare e che in Francia riguarda più di qualche centinaio di persone, specialmente tra i più giovani. Al momento, secondo quanto trapela da fonti di stampa transalpine, la König sarebbe stata arrestata assieme ai suoi figli e avrebbe chiesto perdono per le sue azioni, chiedendo di potersi riunire alla propria famiglia: intervistata a tale proposito, la madre ha raccontato al giornale Ouest-France che la figlia sarebbe pentita e vorrebbe fare ritorno in Francia.

LA STORIA DI “SAMRA”, LA RECLUTATRICE DELL’ISIS

Nata 33 anni fa a Lorient, una delle principali città della Bretagna, e figlia di un gendarme, Émilie König è diventata nel giro di pochi anni non solo la donna-simbolo tra coloro che si sono radicalizzati in Occidente per poi fuggire in Medio Oriente (nel suo caso in Siria) ma anche una delle jihadiste più ricercate: questo è uno degli aspetti che più hanno “affascinato” molti commentatori, dal momento che aveva ben presto acquisto un ruolo di spicco nelle rigide gerarchie dell’ISIS, contribuendo a diffondere video di propaganda e svolgendo una capillare azione di reclutamento sui social network (e, secondo alcuni, anche si istigazione ad azioni terroristiche) tra molti. Pare che la sua conversione all’Islam, cominciata già tempo prima, si sia completata dopo essere convolata a nozze con un algerino, in seguito finito in manette per spaccio di droga: nonostante questo, Émilie (nel frattempo diventata Samra) ha continuato ad avvicinarsi al mondo islamico, studiando la lingua araba e il Corano, prima di partire in Siria nel 2012, Paese nel quale è tornata definitivamente nel 2014 dopo essere tornata in Europa per prendere i figli. Anche per questo motivo è prezioso il “documento” della regista e sociologa De Feo, dato che mostra una König che parla del suo rancore verso la società francese, ma anche la sua solitudine e il suo fascino per le armi da fuoco.

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