MANO BIONICA IMPIANTATA IN UNA DONNA/ Almerina Mascarello: “Un giorno la infilerò come un guanto”

Almerina Mascarello, mano bionica impiantata in una donna per la prima volta in Italia: il commento della protagonista e degli scienziati a La Vita in Diretta

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Mano bionica, la prima in Italia (foto da Twitter)

Mano bionica impiantata in una donna: importanti progressi medici-scientifici che vedono protagonista l’Italia e le sue eccellenze. La maestria tecnologica nostrana, insieme a quella del Politecnico di Losanna, ha consentito ad Almerina Mascarello di poter sentire, toccare ed utilizzare gli oggetti con una mano bionica. L’intervento, effettuato nel giugno del 2016 al Policlinico Gemelli di Roma è stata coordinata dal neurochirurgo Paolo Maria Rossini, che ha commentato così a La Vita in Diretta: “Almerina non è stata una cavia, ma una persona che ha partecipato agli esperimenti. L’Italia quando vuole sa essere molto meglio di quella della burocrazia della Balena, ma abbiamo eccellenze straordinarie dentro casa nostra. Potrò dire: ‘C’ero anche io’. La prima mano pesava 15 chili, questa pesa 1,5 kg. La prossima non avrà più lo zaino, che adesso si deve portare dietro, sarà completamente autonoma: a quel punto la missione sarà completata”.

“UN GIORNO LA INFILERO’ COME UN GUANTO”

Almerina Mascarello, intervenuta nel corso della trasmissione di Rai Uno, ha commentato: “Verrà il giorno in cui la infilerò come un guanto, grazie a loro sono riuscita ad arrivare dove volevo arrivare. Ho dovuto imparare ma i giovani ti aiutano ad imparare”, ringraziando l’equipe medica. Giacomo Valle, tra gli scienziati al lavoro nell’innovativa scoperta, ha parlato dei prossimi step: “Si vuole passare dallo zainetto, prima tecnologia da banco, a qualcosa di impiantabile. La parte meccanica dobbiamo includerla nella mano stessa, così che sia utilizzabile nella vita di tutti i giorni”. Passando al tema costo, Rossini ha commentato: “Il primo cellulare costava 100 milioni di dollari, quanto costa oggi? Il trasferimento da un prototipo scientifico, con la mano costata milioni di euro, ci deve essere un momento in cui una serie di aziende dovranno lavorare per rendere il costo e l’assistenza accessibile. Ci vorrà qualcuno che, come un pacemaker, lo renda accessibile ai sistemi sanitari”.



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