La stilista diventata povera/ Video, Tiziana dall’atelier alla casa occupata: “ho perso tutto”

- Francesco Agostini

Video, la stilista in povertà che ha raccontato la sua storia a Mattino 5 è Tiziana di Catania, una donna che oggi vive grazie alla Caritas in una casa occupata. 

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Stilista in povertà (web)

La sua esperienza è una di quelle drammatiche e che devono assolutamente far riflettere riguardo alla situazione difficile che alcune persone stanno vivendo in un’epoca di relativo benessere come il 2018. La storia di Tiziana di Catania, raccontata da Mattino 5, è una di quelle forti che toccano davvero il cuore della gente. Oramai disperata e senza più alcuna speranza, Tiziana ha deciso di raccontare la sua vicenda che ha dell’incredibile. Ecco cosa ha detto la donna cinquantenne ai microfoni di Mattino 5: “Prima ero una stilista, avevo un atelier importante nel quartiere bene di Catania, avevo tutta una clientela di un certo livello. Poi c’è stato il tracollo, una discesa senza fine che ci ha travolto e adesso io e la mia famiglia viviamo in assoluta povertà.” La stuazione di Tiziana è drammatica ed è arrivata al punto di dover occupare una casa che non è la sua pur di non vivere in mezzo a una strada assieme al nipote, che è molto piccolo. Alle telecamere di Mattino 5 la donna ha esternato tutta la sua disperazione scoppiando a piangere e raccontando tutta la sua storia.

‘VIVIAMO GRAZIE ALLA CARITAS’

La donna ha poi proseguito il raconto della sua vicenda, mettendo in evidenza quanto la situazione della sua famiglia sia grave e per certi versi disperata: “Ho un marito di 53 anni – ha detto Tiziana -che in passato è stato elettricista e che adesso non riesce a trovare un lavoro stabile. I miei due figli sono entrambi maggiorenni e anche loro sono disoccupati. Abbiamo anche una nipotina piccola a cui cerchiamo di non far mancare nulla, i pochi soldi che abbiamo sono tutti per lei.” Continua la donna: “In passato si riusciva a vivere senza gas, acqua, elettricità e riscaldamenti, ma oggigiorno è impossibile. Noi non abbiamo nulla di tutto questo, viviamo in una situazione precaria. Cerchiamo di arrangiarci con la Caritas, che dobbiamo fare? Prendiamo 160 euro per la bambina e poi ogni due mesi un’ottantina di euro circa; questo è tutto quello che abbiamo. Io mi sforzo di riparare qualche vestito di qualche mia vecchia cliente, cerco di fare quel che posso, ma non è abbastanza.” La vicenda di Tiziana mette in luce uno squarcio di vita che difficilmente penseremmo mai che sia possibile; i fatti, invece, ci dimostrano il contrario. Qui il video.



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