Raffaele Marra rinviato a giudizio/ Caso nomine Roma, ex braccio destro Raggi a processo per abuso d’ufficio

- Silvana Palazzo

Raffaele Marra rinviato a giudizio: caso nomine Roma, ex braccio destro Raggi a processo per abuso d’ufficio. Rinviata l’udienza del processo che lo vede accusato di concorso in corruzione

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Il processo in aula (LaPresse)

Raffaele Marra è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio in merito alla nomina del fratello Renato da vice comandante della polizia municipale a capo del Dipartimento Turismo. Il processo a carico dell’ex capo del personale del Campidoglio comincerà il 20 aprile. In questo procedimento la posizione della sindaca Virginia Raggi è stata stralciata. Era accusata di falso per aver dichiarato alla responsabile anticorruzione del Campidoglio di aver preso lei da sola la decisione, senza consultare Raffaele Marra. Il fatto è stato poi smentito dalle chat tra la sindaca e l’ex capo del personale, nelle quali Raggi rimproverava il suo stretto collaboratore per averla “messa in imbarazzo” per aver scelto il fratello Renato senza consultarla. La sindaca di Roma ha scelto il rito abbreviato: nel suo caso la prima udienza del processo è fissata per il 21 giugno. Raffaele Marra, invece, è già a giudizio per corruzione insieme all’imprenditore Sergio Scarpellini.

RAFFAELE MARRA RINVIATO A GIUDIZIO PER IL CASO NOMINE ROMA

Il Comune di Roma ha deciso di non costituirsi parte civile contro Raffaele Marra, a differenza di quanto fatto nel procedimento che vede l’ex dirigente a processo con l’accusa di concorso in corruzione con l’imprenditore Sergio Scarpellini. Processo che tra l’altro ha registrato il rinvio dell’udienza al prossimo 13 aprile a causa delle condizioni di salute gravissime dell’imprenditore, emerse da una perizia medica. L’ex capo del personale del Campidoglio è accusato di essersi adoperato affinché il fratello venisse promosso. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall’Olio, come riportato da La Stampa, non hanno mai creduto alla versione della sindaca di Roma Virginia Raggi, che ha sempre sostenuto di aver fatto tutto da sola nella nomina di Renato Marra, descrivendo il ruolo di Raffaele «di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali». Questa ricostruzione però contrasta con il contenuto delle chat finite agli atti.



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