SI SALVA PERCHE’ RUSSA/ Dichiarato morto da tre medici, si sveglia prima dell’autopsia

- Paolo Vites

Era stato dichiarato morto, si stava procedendo all’autopsia quando un detenuto spagnolo ha cominciato improvvisamente a russare 24 ore dopo essere deceduto

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Erano stati tre i medici che lo avevano visitato. Quello che viene da pensare è che, visto che si trattava di un detenuto, i dottori non ci avevano messo molta attenzione. Non lo sappiamo: in realtà, i casi di morte apparente accadono ovunque, ma questo accaduto in un penitenziario spagnolo, ha dei particolari piuttosto inquietanti. Gonzalo Montoya, 29 anni, detenuto per furterelli da poco, si era sentito male una prima volta la sera dell’epifania: visitato da un medico non gli era stato trovato alcunché di particolare. La mattina dopo però non si presenta all’usuale appello dei carcerati: lo trovano in cella seduto su una seggiola cianotico e incosciente. Un altro medico lo visita immediatamente e trova che i battiti del polso sono inesistenti. Un terzo medico cerca di rianimarlo ma inutilmente. La commissione giudiziaria sanitaria constata il rigor mortis e infine il magistrato di turno decide di far portare “il morto” all’istituto legale per la necessaria autopsia.

E’ domenica mattina e Montoya viene chiuso nell’apposita sacca e messo in cella frigorifera. Dopo un po’ viene estratto e disposto sul tavolo per procedere con l’autopsia. Il medico comincia a aprirlo con il bisturi, quando lo sente russare. Paura. Si cerca di capire chi sta russando: è lui, Gonzalo Montoya, che si stava facendo una bella dormita dopo essere “risuscitato”. La prima cosa che ha detto è chiedere come stava la moglie. Adesso è stato messo sotto osservazione: la morte apparente durata circa 24 ore potrebbe aver danneggiato il cervello, però parla e ha conservato la memoria. Chissà se ha fatto un viaggio nell’al di là e ha visitato il regno dei morti? Potrà raccontarci qualcosa? Mentre si procede con una inchiesta giudiziaria per appurare se ci sono state colpe di qualche dottore, in molti si interrogano su quello che sembra essere un caso incredibilmente unico: “Il battito cardiaco senza dubbio doveva essere rilevato con un endoscopio e, se non è stato possibile, significa che siamo davanti a un caso realmente unico”, ha commentato il medico legale Francisco Echevarria. Se non si fosse proceduto all’autopsia, sarebbe stato sepolto vivo.



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