AVELLINO, STRAGE DEL BUS: PM “10 ANNI PER CASTELLUCCI”/ Tutte le accuse contro l’ad di Autostrade

- Carmine Massimo Balsamo

Avellino, bus nella scarpata: chiesti 10 anni per vertici Autostrade. Ultime notizie, coinvolti amministratore delegato e dirigenti: omicidio e disastro colposo

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(LaPresse)

«Tutto questo non sarebbe successo, se solo Autostrade per l’Italia avesse adempiuto correttamente ai suoi obblighi contrattuali»: è forse la frase più significativa della requisitoria di Avellino fatta dal pm Rosario Cantelmo sulla strage del bus sull’A16. Come già detto, se non ci fosse il disastro di Genova ad incombere già sulla situazione di Castellucci e del board di Aspi, anche questo processo avrebbe tutta un’altra dimensione nazionale. Ma così è: «Sciatteria e superficialità, il comportamento di Aspi basato esclusivamente sulla logica del profitto» scrive in maniera durissima il procuratore, che aggiunge come gli imputati abbiano scelto il «negazionismo, rimpallando le responsabilità, sembra che nessuno sapesse nulla di Acqualonga». Un giudizio pesantissimo che potrebbe avere un peso e un’incidenza anche nel futuro probabile processo sulla caduta del Ponte Morandi. (agg. di Niccolò Magnani)

DOPPIO “CASO” GENOVA E CASTELLUCCI

Prima che il pm ieri formulasse la sua accusa durissima contro i vertici di Autostrade, una delle parti civili coinvolte nel processo di Avellino è stata colpita da un lieve malore: è Partorina De Felice, una dei sopravvissuti all’incidente tragico in cui altre 40 persone persero la vita. Dopo poco si è ripresa, ma è sintomatico il grado di “tensione” e “rabbia” per quanto successo nel 2013 con ripercussioni ancora oggi. Poi certo, il caso di Genova ha influito e non poco – inutile girarci attorno – ma sarebbe inevitabile in un momento in cui Autostrade è sotto inchiesta per quanto avvenuto nella gestione del Ponte Morandi. Se vi si aggiunge che poi, attorno all’ad Castellucci, la dinamica  e discussione politica è incendiaria – con Di Maio e il M5s che ogni giorno o quasi chiedono le dimissioni – si può intuire perché questa richiesta di condanna abbia letteralmente “aumentato” gli interessi sul caso di Avellino, un’altra incredibile tragedia tutta italiana. (agg. di Niccolò Magnani)

“PESA IL DISASTRO DI GENOVA”

Dopo le pesanti richieste formulate dalla Procura di Avellino a carico di Giovanni Castellucci, ad di Autostrade, e altri undici dirigenti a proposito del disastro che nel 2013 vide morire quaranta persone in un autobus che era finito in una scarpata su un tratto della A16 Napoli-Canosa, sono di segno opposto le reazioni, col vicepremier Luigi Di Maio che ha chiesto all’ad di Autostrade per l’italia, anche alla luce del crollo del viadotto sul Polcevera a Genova, di fare finalmente un passo indietro e che questa nuova grana che colpisce i vertici di Aspi è solo, a suo dire, l’ennesima prova che il sistema delle concessioni va rivisto alle fondamenta. Non ci stanno invece i legali del gruppo che, a caldo, hanno parlato di “richieste sconcertanti” per i loro assistiti e che la pena che toccherebbe a Castellucci e dirigenti è sproporzionata dato che non trova riscontro in nessun dato scientifico oggettivo. Non solo: Giovanni Perrone, avvocato della difesa per Aspi ha inoltre aggiunto che nella valutazione dei fatti di quel tragico 28 luglio 2013 sugli accusati ha “pesato sicuramente la vicenda di Genova”, garantendo comunque di essere sereno e “sicuro di poter dimostrare l’inconsistenza di ogni ipotesi accusatoria”. (agg. R. G. Flore)

DI MAIO, “AD DI ASPI SI DIMETTA”

Il pubblico ministero di Avellino ha chiesto una pena di dieci anni di reclusione per i vertici di Autostrade per l’Italia, e precisamente per l’amministratore delegato Castellucci e altri undici dirigenti di Aspi, a seguito della caduta dal viadotto autostradale Acqualonga, dell’A16 Napoli-Canosa, dell’autobus con a bordo 40 persone. Una notizia che è stata commentata anche dal ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, che attraverso il proprio profilo ufficiale Instagram, ha puntato il dito contro Autostrade: «L’ad Castellucci – scrive il vice-presidente del consiglio – dovrebbe fare un passo indietro e dimettersi». Aspi torna quindi nel mirino del governo, dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova, che vede fra gli indagati una serie di dirigenti sia di Autostrade quanto del ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Di Maio ha aggiunto che «è evidente che il sistema delle concessioni così come è ora non funziona più e va cambiato». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“RICHIESTE SCONCERTANTI”

Le richieste formulate dal pm della Procura di Avellino per Giovanni Castellucci, ad di Autostrade, e altri undici dirigenti della società, in relazione al disastro dell’autobus finito in una scarpata mentre percorreva il viadotto Acqualonga il 28 luglio del 2013 sono pesanti: la pena richiesta è di 10 anni per quell’incidente avvenuto sulla Napoli-Canosa e che costò la vita a quaranta persone ma, mentre il procuratore capo del capoluogo irpino chiede una sentenza che sia giusta, a insorgere invece sono i legali di Autostrade per l’Italia che, senza mezzi termini, hanno parlato di “richieste sconcertanti” e che, a loro dire, non si fondano su alcun dato scientifico oggettivo. “Sono in contrasto con quanto emerso nel corso del dibattimento” ha lamentato la difesa nella persona dell’avvocato Giorgio Perroni, spiegando che non starebbero in piedi le contestazioni al gruppo in merito alle strutture tecniche che non avrebbero fatto il loro dovere in occasione di quella tragica giornata. “La decisione contestata si inserisce anche all’interno di un progetto di riqualifica delle barriere stesse, deciso su base volontaria da Autostrade e per il quale erano stati messi a disposizione dei progettisti ben 150 milioni di euro”. (agg. R. G. Flore)

COINVOLTI AD E DIRIGENTI

Avellino, bus nella scarpata: chiesti 10 anni di reclusione per i vertici di Autostrade. La vicenda risale al 28 luglio 2013: un autobus precipitò dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa e quaranta persone persero la vita. E ora arrivano importanti aggiornamenti dal processo, con il procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo che ha chiesto dieci anni di carcere per omicidio colposo plurimo e disastro colposo per Giovanni Castellucci, attuale amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, e per altri undici tra dirigenti e dipendenti della società. Il pubblico ministero afferma che furono diverse le cause all’origine di quel disastro, tra cui le condizioni di vetustà del bus, immatricolato nel 1985 e con ben 800 mila chilometri percorsi e non sottoposto a regolare revisione come invece necessarie. Ma nel mirino ci sono le barriere autostradali, che se fossero state soggette a efficace manutenzione avrebbero potuto reggere l’impatto.

LA RICHIESTA DEL PM

Come sottolineato dai colleghi del Corriere del Mezzogiorno, il pubblico ministero è giunto a questa conclusione sulla base delle perizie depositate. La perizia del professor Felice Giuliani, docente di ingegneria all’Università di Parma e incaricato dal Tribunale di esprimesi sulle cause dell’incidente, ha ampliato il raggio di azione della procura di Avellino: nel mirino la scarsa manutenzione delle barriere e dei tirafondi. Qualora non fossero risultati usurati, avrebbero derubricato al rango di “grave incidente stradale” quella che è stata una tragedia che ha mietuto quaranta vittime. La difesa di Autostrade per l’Italia ha affermato, invece, che la perizia si basa su “modelli, criteri e tecniche superati”. Il procuratore capo di Avellino nel corso dell’ultima udienza ha chiesto l’acquisizione della perizia per valutare la sussistenza di ulteriori ipotesi di reato: il Corriere del Mezzogiorno sottolinea che ciò potrebbe preludere all’apertura di una inchiesta più ampia a livello nazionale.

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