Messina, magistrato condannato a 7 anni per pedofilia/ Accuse di violenza sessuale su minore e pedopornografia

- Emanuela Longo

Magistrato messinese condannato a 7 anni per pedofilia: fu arrestato un anno fa con l’accusa di violenza sessuale su minore e materiale pedopornografico.

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Gaetano Maria Amato, magistrato di Messina accusato di pedofilia è stato condannato nella giornata odierna dal giudice dell’udienza preliminare a 7 anni di carcere. Secondo le accuse della procura di Messina, Amato era accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza sessuale su minore. Il magistrato avrebbe ripreso con il suo cellulare due ragazzine di 16 anni e poi avrebbe caricato il video online. Avrebbe anche scaricato materiale pedopornografico e, secondo l’accusa avrebbe anche preso parte attiva nei video in cui spogliava e toccava una delle due ragazzine mentre dormiva. Attualmente il magistrato, secondo quanto riferito da Repubblica.it nell’edizione online, sarebbe agli arresti domiciliari in un centro per disturbi sessuali. Dopo il suo arresto avvenuto un anno fa, era stato sospeso dalle sue funzioni presso la procura generale di Reggio Calabria nella quale era in servizio e gli era stato sospeso anche lo stipendio.

MAGISTRATO AI DOMICILIARI PER PEDOFILIA

I reati a carico di Gaetano Maria Amato, ex magistrato messinese in servizio alla corte d’Appello di Reggio Calabria prevedevano una condanna fino a 12 anni di reclusione. La procura di Messina, nell’ambito del procedimento nei suoi confronti, aveva chiesto a carico dell’imputato 9 anni e mezzo di carcere, ma il gup alla fine lo ha condannato a 7 anni e ad una multa di 100 mila euro. L’inchiesta a suo carico, come rammenta Corriere del Mezzogiorno, era iniziata tra il giugno del 2014 e il settembre 2015 nell’ambito dell’operazione denominata “Black Shadow” che smascherò una rete di pedofili in Italia e dalla quale emerse anche il nome del magistrato. Amato era solito manifestarsi in rete con un nome in codice ma la polizia durante una perquisizione a Messina scoprì tutto dopo il sequestro di cellulari e computer dalla casa del magistrato. Amato però ammise solo di aver scambiato qualche foto in rete ma secondo i pm avrebbe palpeggiato un’adolescente, ripreso due 16enni nude e diffuso le loro immagini in rete. Il magistrato, inoltre, avrebbe anche partecipato a chat con altri soggetti interessati allo scambio di foto hard di minorenni.



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