Salvatore D’Apolito, sparò a ex moglie/ Video Chi l’ha visto, “Sono pentito”: in lacrime prima di costituirsi

- Emanuela Longo

Salvatore D’Apolito, sparò all’ex moglie e fuggì in Vespa: si è costituito dopo 9 giorni. Il documento video esclusivo di Chi l’ha visto, l’uomo si dice pentito.

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Salvatore DApolito

Il tentato omicidio di Negrone di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo, sarà oggi al centro della nuova puntata di Chi l’ha visto, che proporrà ai suoi telespettatori un documento esclusivo ed allo stesso tempo molto forte, con protagonista proprio Salvatore D’Apolito, il piastrellista 50enne di origine foggiana che lo scorso 27 settembre esplose sei colpi di pistola nei confronti della ex moglie, la 53enne Flora Agazzi, ferendola gravemente, non prima di aver bucato le gomme della sua auto per impedirle la fuga. L’uomo si era poi dato prontamente alla macchia, facendo perdere per giorni le sue tracce, salvo poi decidere solo lo scorso venerdì di costituirsi, consegnandosi ai carabinieri, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Stefano Sorrentino. Le condizioni della donna fortunatamente sono migliorate, mentre oggi la trasmissione di Raitre proporrà un documento esclusivo registrato pochi istanti prima che D’Apolito si consegnasse alle forze dell’ordine. “Non ce la faccio più, sono allo stremo di tutto, delle forze, della testa che non mi funziona più”, avrebbe detto l’uomo in lacrime alle telecamere di Chi l’ha visto. Salvatore, dopo il suo arresto di sarebbe detto pentito.

SALVATORE D’APOLITO, SI È COSTITUITO DOPO TENTATO OMICIDIO EX MOGLIE

Quando si è consegnato tra le lacrime ai carabinieri, Salvatore D’Apolito avrebbe detto “Ho fatto una sciocchezza”. Lo riporta l’Eco di Bergamo, rivelando il retroscena dopo nove lunghi giorni di fuga del 53enne di Villasanta (MB). Si è consegnato venerdì scorso ed ha confessato le sue responsabilità nel tentato omicidio della moglie, che poco alla volta sta migliorando, sebbene abbia intanto perso il padre. Ha confermato tutto quello che gli inquirenti avevano ricostruito: gli spari, la fuga in vespa, la parrucca e il cappuccio indossati per non farsi riconoscere, il nastro adesivo sulla targa della moto ed il camper come rifugio. Aveva pianificato ed organizzato tutto nei minimi dettagli Salvatore, che insieme agli inquirenti ha ricostruito ogni tappa di quell’assurdo giorno in cui ha tentato di uccidere l’ex moglie. Nel camper ben nascosto i militari hanno poi ritrovato l’arma, una semiautomatica Astra mezza arrugginita, dalla quale erano partiti i sei colpi indirizzati all’ex coniuge. Nell’interrogatorio, avvenuto in carcere lunedì mattina, il piastrellista brianzolo avrebbe ribadito la versione che aveva già dato ai militari quando si è consegnato, venerdì scorso.



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