MASSIMO BOSSETTI, DOMANI SENTENZA CASSAZIONE/ Omicidio Yara, la difesa: “Dubbi e anomalie sulla prova del Dna”

- Carmine Massimo Balsamo

Sentenza Massimo Bossetti, venerdì udienza Cassazione. Ultime notizie omicidio Yara Gambirasio, il muratore in un’intercettazione con la moglie Marita Comi: “Sono stanco”

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Massimo Bossetti

La dottoressa Dalila Ranalletta, primario di medicina legale e collaboratrice del pool difensivo di Massimo Bossetti per la parte medico-legale, è intervenuta a La Vita in Diretta alla vigilia della sentenza di Cassazione sull’omicidio di Yara Gambirasio. «Non è stata provata la colpevolezza, non c’è alcun elemento che riconduca ad una conoscenza tra Massimo Bossetti e Yara Gambirasio. Non si erano mai incontrati», ha dichiarato Ranalletta su Raiuno. «Non capiva perché lo stavano arrestando. Ha avuto molto tempo per far perdere le sue tracce, invece ha continuato a lavorare», ha proseguito la consulente della difesa dell’ex muratore di Mapello. Durante il programma si è parlata della vicenda relativa al Dna, la prova che ha portato all’arresto di Bossetti. «Fermo restando che la prova del Dna può essere ritenuta regina quando non lascia dubbi, in questo caso ce ne sono tanti. Perché non si può ripetere il test? Nell’interrogatorio è stato detto che c’era tanto Dna, e allora perché non rifare la perizia? È un Dna anomalo perché si dovrebbe risalire a quello di madre e padre, ma da quello non si può risalire a quello della madre. Nessuno ha spiegato questa anomalia. A noma della difesa dico: rifacciamo questa prova. Ma uno che è colpevole può chiedere che venga rifatto l’esame?». (agg. di Silvana Palazzo)

LIBRO DI INFANTI LO SCAGIONA DA OMICIDIO YARA?

E se fosse un libro a scagionare Massimo Bossetti? Siamo nel ramo della iper-remota possibilità, eppure i dubbi sollevati dall’ultimo libro di Carlo Infanti potrebbero sì cambiare il corso della sentenza di domani, l’ultimo grado di giudizio contro il muratore di Mapello. Intervistato anche oggi da Pomeriggio 5, lo scrittore rivela «Non è dignitoso sapere che il DNA estrapolato dai leggings e dagli slip della giovane Yara, non ha rispettato le procedure previste dal nostro Codice di Procedura Penale, come è preoccupante scoprire che i consulenti della procura, incaricati di analizzare i DNA raccolti, sbaglino l’analisi del DNA di Natan Gambirasio, un Dna raccolto con un tampone sterile in quantità abbondante e conservato in una provetta sterile, c’è da domandarsi come abbiano fatto a non sbagliare quello di Ignoto 1 che certamene era per quantità molto inferiore, per qualità degradato e per giunta misto. Come non è dignitoso trovare documenti che dimostrano che Yara è certamente stata rivestita». E non solo, come sottolinea Tiziana Maiolo su “Il Dubbio” nello stesso libro si spiega come il ritrovamento sul corpo della ragazzina di tre piume di animale da cortile non abbiano mai esercito un serio approfondimento in sede processuale: «nel campo di Chignolo non ci sono galline o altri animali simili. E che dire del famoso cantiere cui arrivarono con sicurezza i cani molecolari nei giorni del rapimento? Ecco due possibili passaggi prima di arrivare al campo dove Yara sarà abbandonata. Poiché, inoltre, non sappiamo il significato di quegli strani tagliuzzamenti sul suo corpo, perché non pensare a un sequestro finalizzato a mandare un messaggio a qualcuno e poi finito in modo imprevisto?», conclude la giornalista. (agg. di Niccolò Magnani)

23 ECCEZIONI DELLA DIFESA

Per Massimo Bossetti è arrivato il giorno della verità: domani, infatti, l’ex carpentiere di Mapello conoscerà il verdetto definitivo nell’ultimo atto giudiziario rappresentato dal terzo grado di giudizio, quello in Cassazione. Dopo i due precedenti ergastoli, dunque, i giudici della Suprema Corte potrebbero confermare il carcere a vita accusando definitivamente Bossetti del delitto di Yara Gambirasio. In caso contrario, l’intera vicenda potrebbe essere riscritta e questo significherebbe un colpo di scena a cui però in pochi realmente attendono di assistere. Come rammenta BergamoSera alla vigilia dell’attesa giornata in aula, sono in tutto 23 le accezioni che la difesa dell’imputato solleverà davanti alla Corte di Cassazione. Nel mirino degli avvocati Salvagni e Camporini c’è ancora una volta il Dna, la “prova regina” che portò, insieme ad altri indizi, ad incastrare Bossetti. Le celle telefoniche, il furgone ripreso dalle telecamere, le fibre tessili e le sfere metalliche, trovate su Yara Gambirasio avrebbero rappresentato gli ulteriori indizi gravissimi contro l’uomo. Prove per i giudici del primo e secondo grado, sufficienti a fare emettere in entrambi i casi la sentenza di ergastolo. Se la Cassazione domani dovesse annullare la condanna, darà il via ad un nuovo processo. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LE PROVE CONTRO IL MURATORE

Nella giornata di oggi è attesa la sentenza della Cassazione in merito all’omicidio di Yara Gambiraso, la 13enne trovata morta il 26 febbraio 2011, a Chignolo d’Isola. L’unico imputato è il muratore di Brembate Sopra, Massimo Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014, e già condannato per omicidio nei due precedenti appelli. Secondo i legali difensori del presunto assassino, il proprio cliente è innocente, e il test del dna andrebbe rifatto, inoltre, non è certo l’orario della morte ne tanto meno il luogo dove la 13enne sia stata uccisa. A carico di Bossetti vi sarebbero però una serie di indizi certi, come ad esempio il dna della ragazza trovato nell’auto del muratore, nonché il dna dello stesso, trovato addosso alla giovane vittima. Inoltre, vi sarebbe il furgone di Bossetti ripreso dalle telecamere, le celle telefoniche che hanno registrato il telefono dell’assassino nella zona della scomparsa di Yara, e le fibre tessili trovate sul corpo della ragazzina, corrispondenti a quelle del muratore bergamasco. Insomma, la sentenza sembrerebbe essere ormai scritta. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL COMMENTO DEL CRIMINOLOGO DENTI

Presente in studio a Storie Italiane, il criminologo Ezio Denti ha parlato dell’udienza in Cassazione in programma venerdì per Massimo Bossetti, ritenuto colpevole dell’omicidio di Yara Gambirasio. Il consulente della difesa ha analizzato alcune fasi del processo, in particolare riguardo l’ormai famoso furgone bianco del muratore: “Io ho trovato 8 furgoni simili o uguali nella bergamasca che non facevano parte dell’elenco e nella sentenza non vengono citati. Stiamo alterando la sentenza”. “Io voglio convincere la gente a capire cosa c’è dietro”, prosegue Denti, che sottolinea: “Io mi auguro che vengano presi tutti i punti in cui giustifichiamo la sua innocenza. Non vogliamo Bossetti libero domani, ma vogliamo rifare l’esame”. Ricordiamo che la difesa chiede una super perizia: “La presenza di un micotondriale che non è quello di Yara e di Bossetti, fa cadere tutto. Occorre una perizia e questo è uno dei motivi. In ogni ripetizione c’è un problema, solo così si può scoprire la verità”, aveva spiegato recentemente l’avvocato Claudio Salvagni. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SENTENZA MASSIMO BOSSETTI: VENERDI’ UDIENZA IN CASSAZIONE

Sentenza Massimo Bossetti, venerdì udienza in Cassazione: dopodomani ci sarà il giorno del giudizio sul caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, risalente al novembre 2013. Condannato all’ergastolo nei precedenti due gradi di giudizio, il muratore si trova davanti a un bivio: o ci sarà la conferma della condanna a fine pena mai, che diverrebbe definitiva, o ci sarà l’annullamento senza rinvio dei verdetti precedenti. Ma c’è una terza opzione: l’annullamento della sentenza di condanna con un nuovo processo d’appello, la decisione spetterà ai giudici della Suprema Corte, che valuteranno i 23 motivi contenuti nel ricorso presentato dagli avvocati Claudio Salvagni e Massimo Camporini. Storie Italiane riporta un’intercettazione tra il muratore e la moglie Marita Comi all’antivigilia dell’udienza decisiva: “Vado avanti, combatto. Puoi immaginare quale sia il mio stato d’animo in attesa della Cassazione”, aggiungendo “stai tranquilla, non preoccuparti. Sai che lotto e combatto per tutto. Non vedo l’ora che qualcosa di positivo possa cambiare. Prosegue Bossetti: “Ci spero tantissimo, Mari: sono stanco di continuare a subire tutto ingiustamente ed essere visto per quello che non sono. Non ho mai chiesto l’assoluzione. Ho solo chiesto di poter ripetere un dato scientifico che fugherebbe ogni dubbio. Non so, ci vuole tanto a capirlo?”.

LE PAROLE DI EZIO DENTI E DEL BIOLOGO CAPRA

“Spero sinceramente che questi giudici stavolta non sorvolino come hanno fatto gli altri, che siano più corretti e scrupolosi”, conclude Massimo Bossetti parlando con la moglie Marita. Presente in studio a Storie Italiane. Ezio Denti ha sottolineato: “Nessuno ha capito come si è arrivati a Massimo Bossetti. Noi lo sappiamo ma ce lo teniamo per noi. Il fatto che fosse stato attenzionato non lo leggo neanche nelle carte. Perché per quattro anni Bossetti non è mai stato nei documenti? Sono arrivati a Guerinoni solo per il nipote, che non c’entra nulla con Bossetti. Allora arrestiamo il nipote, che però era in Perù!”. Queste, invece, le parole del biologo Capra, consulente della difesa: “Non abbiamo dei dati oggettivi, abbiamo dei risultati acclarati e ripetuti che sono stati cancellati. Noi abbiamo un profilo genetico mitrocondriale che è stato considerato perfettamente attendibile e utilizzabile a fini identificativi: questo era quello che era riportato nella relazione”.

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