Torino, baby gang massacra di botte 20enni per noia/ Ultime notizie: sei arresti, una vittima è molto grave

- Silvana Palazzo

Torino, baby gang massacra di botte 20enni per noia: sei arresti per rapina e lesioni. Una vittima dell’aggressione è molto grave

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Torino, baby gang massacra di botte 20enni per noia (Foto: LaPresse)

Sei studenti sono stati arrestati a Torino dopo una violenta aggressione avvenuta in centro. Nel mirino della baby gang sono finiti due coetanei, uno dei quali è finito in ospedale: è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Gradenigo. L’episodio è avvenuto in piazza Maria Teresa. La gang è composta da quattro minorenni tra i 16 e i 17 anni e da due maggiorenni di pochi mesi, tutti nati in Italia ma di origini brasiliane, africane e marocchine. Ora devono rispondere di rapina aggravata e lesioni. La gang ha circondato i ragazzi, due italiani di 21 e 22 anni, minacciandoli con cocci di vetro, poi li ha spinti per terra e li ha presi a calci e pugni, tra insulti e risate. Li hanno bloccati i carabinieri, allertati da alcuni passanti che hanno assistito alla scena. Gli aggressori hanno spiegato ai militari dell’Arma di aver agito per combattere la noia. Gli inquirenti sostengono che la banda sia anche responsabile di altre rapine messe a segno nel centro città.

BABY GANG MASSACRA DI BOTTE 20ENNI PER NOIA

Ridevano mentre massacravano di botte le loro vittime. Calci, pugni e minacce per un telefonino, poi recuperato e restituito. Erano studenti nella vita, rapinatori nel tempo libero. Quando i carabinieri del nucleo operativo della compagnia San Carlo sono intervenuti in piazza, a Torino, dopo le diverse segnalazioni di cittadini che si erano spaventati per le urla, i due ragazzi erano ancora a terra. La banda li stava accerchiando. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, e riportato da Repubblica, alla base dei raid notturni non ci sarebbero altri motivi se non la noia e la ricerca delle emozioni a tutti costi. In quell’occasione volevano rubare un telefonino. Come emerso successivamente, i sei ragazzini, due brasiliani, due della Costa d’Avorio, un italiano di origini africane e un marocchino, ma nati in Italia, appartengono a famiglie normali. Ora dovranno rispondere di rapina aggravata e lesioni.







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