TERREMOTO L’AQUILA/ Una rinascita che sbatte contro il fisco e l’Europa

- Fabio Capolla

Solo i giovani possono animare la rinascita dell’Aquila, pur tra mille difficoltà. L’Europa, invece, rema contro

terremoto_aquila_ricostruzione_lapresse_2018
Lavori di ricostruzione a L'Aquila dopo il sisma (LaPresse)

Un parco non lontano dal cuore del centro storico dell’Aquila, dove far giocare i bambini, dove potersi incontrare, dove studiare e scambiarsi idee e pensieri, ma anche un luogo dedicato alla memoria di chi non c’è più, di tutti gli studenti universitari che hanno perso la vita nella notte del 6 aprile 2009. È questo l’asset centrale del progetto vincitore del “Concorso di idee per la Casa dello studente tra memoria e futuro”, che apre le porta a un “percorso diffuso della memoria”, nato con lo scopo di progettare la riqualificazione dell’area simbolo del sisma dell’Aquila, dove sono morti otto ragazzi.

Il concorso, voluto dal rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, e dal Dipartimento d’Ingegneria civile, è stato realizzato in collaborazione con il Comune dell’Aquila, i comitati e le associazioni dei familiari delle vittime. A vincere sono stati quattro giovani laureandi in Ingegneria e Architettura dell’Univaq: Lorenzo Micarelli, Francesco Gabriele, Marco Paolucci e Davide Massimo.

E proprio in questi giorni, con la scadenza del 5 novembre, c’è stata la riconferma che molti studenti scelgono L’Aquila per frequentare gli studi universitari. Nonostante non ci sia più l’esonero dalle tasse, così com’era invece stato stabilito nell’immediatezza del sisma, i giovani, universitari, sono una sorta di speranza per il futuro. Certo si tratta di ragazzi che difficilmente sceglieranno L’Aquila per la loro vita, ma per tre o cinque anni frequentano le aule universitarie e fanno rivivere anche il centro storico. Nel bene e nel male. Perché la movida è sicuramente un elemento di vitalità in una città che rischiava di diventare fantasma ma è anche un elemento di critica da parte di coloro che guardano il decoro urbano. Spesso la mattina dopo le notti trascorse in centro ci sono rifiuti abbandonati e situazione di degrado che si potrebbero evitare.

Che il centro storico dell’Aquila si stia rianimando lo si capisce anche leggendo le recensioni sulla pagina di TripAdvisor dedicata proprio al cuore della città abruzzese. In tanti sono tornati a fare i turisti, a scoprire quei monumenti che piano piano si stanno liberando dalle impalcature per tornare a nuova vita. “Il giorno andate a visitare i monumenti e le chiese, almeno quelle che hanno riaperto dopo il sisma, la sera potete visitare le viuzze della città dove si ‘nascondono’ locali giovani, pub, ristoranti per tutti i gusti. L’Aquila è pur sempre una città abruzzese dove la tradizione culinaria è antica e piena di sapori locali”, scrivono Daniela e Rodolfo, due turisti milanesi.

Una città che cerca di tornare a vivere tra dolore, memoria, voglia di ricominciare e tanto impegno. Una città dove i giovani sono protagonisti, dove in centro hanno aperto numerosi negozi di prodotti tipici sia alimentari sia artigianali, per far fermare il turista, catturarlo, emozionarlo tra sapori e saperi. Ma non sono tutte rose e fiori: rimane come una spada di Damocle la questione delle tasse da restituire. Aiuto di Stato o no? L’Europa dice di sì; il Governo ha bocciato tanti emendamenti che erano stati inseriti tra la legge di bilancio e il decreto Genova. Rimangono tanti punti interrogativi ma anche tanta voglia di guardare avanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA