Omicidio Jessica Faoro/ Il padre Stefano: “Temo di averla uccisa anche io…” (La Vita in Diretta)

- Silvana Palazzo

Omicidio Jessica Faoro, il padre Stefano si sfoga a La Vita in Diretta: “Temo di averla uccisa anche io…”. E chiede scusa alla figlia

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Omicidio Jessica Faoro, il padre Stefano a La Vita in Diretta

È cominciato il processo per l’omicidio di Jessica Faoro, la 19enne uccisa con 85 coltellate lo scorso 7 febbraio in un appartamento di via Brioschi a Milano. Del delitto deve rispondere il tranviere 39enne Alessandro Garlaschi. Il padre della giovane, che si sente in colpa per la morte di Jessica, ha parlato a La Vita in Diretta. «Quante volte mi sono detto che anche io ho ucciso Jessica con il mio comportamento. Se avessi fatto scelti diverse forse sarebbe andata diversamente». Stefano Faoro doveva incontrare la figlia giovedì 9 febbraio: «Aveva ricominciato a contattarmi», racconta nell’intervista rilasciata a Raiuno. E rivela di aver ricevuto l’ultimo sms da Jessica proprio il giorno prima della sua morte: «Mi sono fatta la permanente, sono bella papà?», le aveva scritto nel messaggio. L’uomo ha rievocato i suoi ricordi della figlia: quando le ha insegnato ad andare in bicicletta o quando un giorno mentre andava a lavoro si sentì chiamare dalla figlia alle spalle.

JESSICA FAORO, PARLA L’AMICA CELESTE

«Un giorno mi sentì chiamare alle spalle, ma cambiai strada per motivi legali che non sto qui a raccontare. E ora ho dei rimpianti. Spero che ora sia felice». Così il padre di Jessica Faoro a La Vita in Diretta. L’uomo ha raccontato che da piccola la figlia gli chiedeva spesso dove fosse il suo cane dopo essere morto. « Chissà, se esiste qualcosa dopo questa vita, ora potrebbe essere più felice. Non ho pensato a chiederle scusa, ma spero possa perdonarmi», ha proseguito Stefano Faoro. In studio invece è intervenuta Celeste, un’amica della giovane vittima che aveva conosciuto nella comunità in cui entrambe erano state affidate. «L’ho conosciuta nel 2006, io avevo 11 anni e lei 8. Siamo diventate subito amiche, siamo state per quattro anni in camera insieme. Era molto allegra, con una grande voglia di vivere, una bambina che aveva la speranza di costruire un futuro. Voleva diventare cantante. Era una bambina molto sveglia e dolce, un po’ depressa perché non poteva vedere i suoi genitori. Aveva carenze d’affetto».



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