IL CASO/ A San Francisco i cittadini obbligano Facebook e Google ad aiutare i senzatetto

- Aldo Brandirali

A San Francisco la presenza dei giganti hi-tech ha gonfiato i prezzi delle case, creando 100mila nuovi poveri. Un referendum ha imposto una tassa per costruire nuovi alloggi

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LaPresse

L’economia ha le sue leggi ferree: là dove si produce il massimo di tecnologia e di profitto, si produce anche il massimo delle miserie per l’essere umano. A fianco del grande sviluppo generato da aziende come Facebook, Google, Twitter, dal 2000 al 2010 i poveri, nelle rispettive zone, sono aumentati di 100mila persone, da 570mila a 670mila. Nella città di San Francisco ci sono ora 4mila persone che non hanno alcun luogo per rifugiarsi, senzatetto estremi. A questo ha contribuito il fatto che gli affitti delle case sono aumentati molto, grazie all’elevata domanda di nuovi tecnici assunti dalle aziende hi-tech.

La tendenza dell’economia, comunque, si può anche correggere, come dimostra la presentazione di un referendum propositivo che è stato votato negli stessi giorni delle elezioni di midterm. La coscienza pubblica di San Francisco ha fatto vincere un referendum che proponeva di aumentare un poco le tasse ai grandi colossi dell’hi-tech, con il fine ben definito di aumentare i fondi destinati alla costruzione di alloggi per le migliaia di senzatetto che vivono in questa città.

Non è certo una rivoluzione, la città ha un bilancio di 10 miliardi di dollari, e in esso i fondi per sostenere i senzatetto sono solo 280 milioni di dollari, che ora saranno aumentati a 580 milioni di dollari.

Rispetto a noi italiani, però, l’esempio di San Francisco è forte. Prima di tutto, il referendum di carattere propositivo da noi non esiste: i nostri referendum sono solo di carattere abrogativo. E da noi non esiste nessun prelievo sulle aziende con utili elevati volti al fine di riequilibrare la composizione sociale. Anzi, da noi non si promuovono neppure le presenze interessanti della nuova economia.

Vale la pena riflettere sulla convinzione che lo sviluppo determina il benessere. Gli attori dello sviluppo sono persone fortemente impegnate ad affermarsi nella mondializzazione dei mercati. I prodotti che generano il maggior utile sono sempre più di tipo creativo e geniale, le persone più capaci si trovano a essere il punto di sintesi della comunità umana che li ha prodotti: libertà ed educazione portano a queste genialità. Nel contempo la società che esprime il migliore spirito creativo è una società che non può non occuparsi della sua vita comunitaria, risanando le ferite dello sviluppo economico.

Dunque il sovranismo che serpeggia in certe culture politiche, che vogliono proteggersi con la limitazione del mercato attraverso dazi e respingimenti dei migranti, è destinato a colpire proprio la parte migliore dello sviluppo. E sempre più si rende evidente che la politica e la coscienza delle comunità devono diventare capaci di correggere la cecità delle tendenze economiche.

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