IL TERMOVALORIZZATORE DI COPENHAGEN/ È vero che si scia sopra? Ha una pista di 600 metri e…

- Raffaele Graziano Flore

Il termovalorizzatore di Copenaghen sta per entrare in funzione: la struttura servirà a produrre energia a impatto zero e ha intorno degli impianti sportivi, tra cui una pista da sci

L'inceneritore con la pista da sci
Il termovalorizzatore di Copenaghen

Sul termovalorizzatore di Copenaghen ci si può sciare sopra: stavolta non si tratta di una boutade da parte di Matteo Salvini ma di un avveniristico progetto che sta per entrare in funzione in Danimarca e che potrebbe rappresentare, nei giorni in cui il Governo giallo-verde è diviso sull’argomento, una possibile soluzione da adottare anche nel nostro Paese. Infatti, l’inceneritore che si appresta ad aprire servirà a produrre energia ad impatto zero e la cosa curiosa è che attorno sorgeranno impianti sportivi di vario tipo tra cui anche una pista da sci e una parete per fare arrampicate. “Su rifiuti e inceneritori non si torna indietro” aveva spiegato il vicepremier e Ministro degli Interni, rispondendo indirettamente a Luigi Di Maio che aveva osteggiato l’idea della costruzione di nuovi termovalorizzatori in Italia.

LA PISTA DA SCI E LA PARETE PER LE ARRAMPICATE

Ma cosa ha di avveniristico l’inceneritore di Copenaghen, oramai già ribattezzato “Copenhill” e come mai è stato preso a modello anche da Salvini? L’impianto non si occuperà infatti solamente di bruciare i rifiuti della capitale danese ma appunto avrà tra le sue funzioni di produrre energia a zero impatto ambientale e il simbolo di questo progetto sta nel fatto che la struttura sorge proprio al centro di un parco pubblico di circa 5mila chilometri quadrati, quasi a volerne rimarcare la filosofia “green”: tuttavia, come detto, l’attrazione principale sembra essere proprio l’imponente pista da sci lunga ben 600 metri che consentirà (al costo di un pass di ingresso di 10 euro) una discesa mozzafiato dalla sommità con vista sullo skyline di Copenaghen. Non solo: il progetto dell’inceneritore, costato circa 500 milioni di euro e già testato negli scorsi mesi per quello che è stato un collaudo generale, dovrebbe fornire in futuro acqua calda a circa 150mila persone e le sue emissioni si limiteranno unicamente al vapore acqueo.



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