Morti sospette: indagato medico a Trieste/ Ultime notizie: 4 omicidi volontari e 8 casi di falso nei referti

- Silvana Palazzo

Morti sospette a Trieste: indagato medico del 118 per 4 omicidi volontari e 8 casi di falso nei referti. L’inchiesta è partita da una segnalazione

Ambulanza, immagine di repertorio
Ambulanza, immagine di repertorio (Pixabay)

Un medico del 118 è indagato per quattro morti sospette a Trieste. L’accusa è pesante: avrebbe somministrato potenti sedativi e dosi massicce ai pazienti che aveva preso in carico quando era in servizio al 118 o a domicilio. Tra questi Propofol, Diazepan e Midazolam in quantitativi tali da causare la morte dei quattro anziani. Il professionista è stato sospeso dal suo incarico dal Gip del Tribunale di Trieste, su richiesta della Procura. Il medico è accusato ora di quattro omicidi volontari e di falso in atto pubblico commesso nell’attestazione di attività rianimatorie che invece non avrebbe mai eseguito. Sarebbero quattro i casi di morti sospette su cui si sta indagando e otto le falsificazioni di documentazione sanitaria accertate. L’inchiesta, come riportato dal Friuli.it, è partita dalla denuncia dei parenti di un’anziana soccorsa dal 118 e poi deceduta. I sospetti dei familiari si sono rivelati fondati: alla parente era stato somministrato Propofol. Il medico, a tal proposito, avrebbe confermato davanti al Gip di aver somministrato il calmante come «sedazione palliativa terminale».

MORTI SOSPETTE: INDAGATO MEDICO DEL 118 A TRIESTE

In questi mesi sono stati analizzati documenti, cartelle cliniche ed esami. Inoltre sono stati sentiti gli operatori sanitari in servizio al 118. Sui corpi delle anziane vittime sono state anche eseguite le autopsie per stabilire con certezza la causa della morte e se ci siano elementi sospetti. Secondo il TgR Friuli Venezia Giulia, il medico in questione è accusato anche di omicidio volontario perché avrebbe provocato intenzionalmente la morte delle persone malate somministrando loro, durante l’intervento di emergenza, consistenti dosi di sedativi. Da questa vicenda è partita una indagine a ritroso durante la quale sono stati visionati verbali di pronto soccorso, sentiti operatori del servizio e compiute anche autopsie. L’inchiesta, partita da una segnalazione dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, ha fatto dunque emergere altri casi di persone morte in circostanze sospette e almeno 8 casi di falso nei referti.



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