Mariella Cimò, il marito Turi: “Mia moglie è andata via”/ Condannato a 25 anni: “Non hanno prove contro di me”

- Dario D'Angelo

Mariella Cimò, il marito Turi:”Mia moglie è andata via”: condannato a 25 anni, Salvatore Di Grazia ribadisce la sua innocenza in collegamento con Barbara D’Urso.

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Turi, il marito di Mariella Cimò

Si torna a parlare del caso di Mariella Cimò, la donna  di 72 anni sparita da San Gregorio di Catania (Catania) il 25 agosto 2011. Il marito, Salvatore Di Grazia, detto Turi, nel 2017 è stato condannato in primo grado a 25 anni con l’accusa di omicidio. L’uomo all’epoca della scomparsa non denunciò subito l’assenza della moglie, avvertendo le autorità soltanto 11 giorni dopo. Gli inquirenti, dopo mesi di indagini, arrestarono l’uomo con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo gli investigatori, i coniugi erano soliti litigare per via di un autolavaggio di proprietà di Mariella che secondo la vittima il marito utilizzava per “intrattenersi” con altre donne. Una passione, quella per il genere femminile, che a Turi era valso in paese il soprannome di “galletto”. Il marito di Mariella Cimò continua a dichiararsi innocente e a propendere per un allontanamento volontario della moglie: il corpo della 72enne non è mai stato ritrovato.

MARIELLA CIMO’, IL MARITO TURI:”MIA MOGLIE E’ ANDATA VIA”

In collegamento dall’autolavaggio della “discordia” con Barbara D’Urso per Pomeriggio 5, Turi ha ribadito la sua posizione:”Mia moglie è andata via. Questi sono i fatti, non è che lo dico io. I giudici sono partiti per questo indirizzo (omicidio, ndr) e sono andati fino in fondo. Non sappiamo com’è andata via: sappiamo che è andata via ma non sappiamo come. Non è stata vista passare a piedi, ma sono passate dieci macchine e nessuno si è preso la briga di identificare le macchine e i guidatori: in una di queste poteva esserci mia moglie. Se è scappata dal retro? Io non lo so, sono ipotesi. Se avessi la certezza dei fatti lo avrei già detto. Sono venuti i Ris tre volte, sono venuti i Ros, a casa non c’è neanche un capello: allora se non è a casa se n’è andata. Non sono io che debbo fare delle ipotesi, loro mi accusano e lo devono provare. E innanzitutto devono provare l’evento morte“. Il catino immortalato sull’auto? Secondo Turi non è stato utilizzato per occultare il cadavere:”Siccome avevamo litigato e lei mi aveva chiesto un grosso catino per lavare i cani, io mi sono ricordato di questa sua richiesta e quella mattina per sopire gli spiriti bollenti ho comprato questo catino. Io sono stato condannato perché con modalità sconosciute sopprimeva la moglie e ne occultava o distruggeva il cadavere. Se non conoscono le modalità come hanno stabilito i 25 anni di condanna?“.

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