Taranto, abusi sessuali su minorenni: arrestato istruttore palestra/ Ultime notizie: una 13enne tra le vittime

- Silvana Palazzo

Taranto, molestie e abusi sessuali su minorenni: arrestato istruttore e gestore di una nota palestra. Tra le vittime una ragazzina di 13 anni

Polizia, immagine di repertorio
Polizia, immagine di repertorio (Web, 2020)

Il titolare di una nota palestra di Taranto è stato arrestato per violenza sessuale continuata nei confronti di due minori, una delle quali avrebbe 13 anni. La polizia ha notificato all’uomo, 47 anni, una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla gip Vilma Gilli su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone e del sostituto procuratore Marzia Castiglia. Il gestore e istruttore della palestra dal novembre 2012 al giugno 2018, abusando dell’autorità connessa al proprio status di allenatore e di figura di riferimento, avrebbe abusato delle adolescenti. L’inchiesta, come riportato da Repubblica, è scaturita dalle dichiarazioni rilasciate da una delle ragazze in sede di ascolto protetto. Ma sono state rese dichiarazioni anche da altre ragazze indicate dalla stessa vittima e poi individuate dalla squadra mobile, che si erano allontanate dalla palestra senza una ragione apparente. Anche loro infatti frequentavano la palestra gestita dall’indagato.

TARANTO, ABUSI SESSUALI: ISTRUTTORE ARRESTATO

Dall’ordinanza di arresto, eseguito dalla polizia, è emerso che l’istruttore in più occasioni avrebbe «infilato le mani nelle mutandine della minorenne, palpandole il seno e in un’occasione succhiandole un capezzolo e tentando di baciarla sulle labbra». Le vittime degli abusi hanno descritto l’uomo come una persona che ha carpito la loro fiducia ponendosi come figura di riferimento, seguendole come loro allenatore, mostrando interesse per le loro attitudine sportive e sollecitandole a fare gare, anche allo scopo di acquisire sicurezza in se stesse. L’istruttore, facendo leva su quel clima di fiducia che aveva conquistato, avrebbe cominciato poi a perpetrare gli abusi, creando le condizioni – anche ambientali – per evitare che le vittime reagissero, prospettando loro la necessità di massaggi, che eseguiva lui stesso in una saletta privata con la porta chiusa a chiave. Gli investigatori hanno raccolto anche diversi sms che l’indagato era solito scambiare con almeno una delle vittime.



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