Alessia Mendes, uccise marito violento con 12 coltellate: assolta/ Fu legittima difesa: “non mi pento”

- Emanuela Longo

Alessia Mendes, uccise marito violento con 12 coltellate: assolta. Per il gup fu legittima difesa: “giustizia è fatta, non mi pento”

alessia_mendes
Alessia Mendes uccise il marito con 12 coltellate: assolta

Alessia Mendes, ballerina 40enne, nel giugno 2017 si rese autrice di un terribile delitto a Genova: con 12 coltellate la donna uccise il marito 35enne, Alessio Rossi, al culmine dell’ennesima lite, sferrandogli 12 coltellate. Il pm aveva chiesto a carico della Mendes una condanna a 16 anni ma il gup ha definito la sua legittima difesamendes, decretando la sua assoluzione. La vittima, meccanico disoccupato, a detta della donna l’aveva spesso aggredita e per questo era stato denunciato due volte per maltrattamenti e lesioni. Mentre la giustizia indagava su queste denunce, tra i due esplose l’ennesima lite al culmine della quale però, secondo le dichiarazioni di Alessia Mendes il marito la minacciò con un coltello. A quel punto lei riuscì a sottrarglielo colpendolo più volte ed uccidendolo. Dopo il suo arresto la donna aveva commentato: “L’ho accoltellato per difendermi. Mi picchiava sempre, era violento e pretendeva che io ubbidissi a tutto: ormai non mi amava più e mi trattava come una schiava”. La Mendes aveva così parlato della sua vita da incubo e durante quella lite, quando ha compreso le intenzioni dell’uomo di ucciderla, è riuscita a togliergli l’arma ed a reagire, uccidendolo.

ALESSIA MENDES, ASSOLTA DOPO L’OMICIDIO DEL MARITO: “FELICISSIMA”

La sentenza a carico di Alessia Mendes, tuttavia, ha suscitato non poche polemiche. La donna oggi sarà protagonista di una intervista a Pomeriggio 5, in collegamento con la trasmissione di Barbara d’Urso, la quale commenterà la sua assoluzione. Già a Quarto Grado la donna aveva spiegato, come riporta TgCom24: “O lui mi colpiva o lo facevo io”. Oggi Alessia mostra ancora le cicatrici di quelle ferite. Dopo la sua assoluzione ha commentato al programma di Rete 4: “Sono felicissima: finalmente la giustizia è arrivata”, dicendosi non pentita per quello che ha fatto. “Mi sono dovuta difendere”, ha aggiunto, ribadendo che in quella drammatica lite, se non avesse reagito sarebbe quasi certamente morta, così come stabilito anche dal giudice che l’ha scagionata dalle accuse ritenendo la sua una legittima difesa. Oggi a Pomeriggio 5 la donna, accolta in un centro antiviolenza, racconterà la sua vicenda personale in diretta tv dopo un anno e 5 mesi di reclusione.







© RIPRODUZIONE RISERVATA