Bullizzano 15enne e diffondono video: 2 minori denunciati/ Lodi: lesioni e trattamento illecito dati personali

Bullizzano 15enne e diffondono video: due minorenni denunciati, contestati i reati di lesioni e trattamento illecito dati personali secondo quanto previsto dal GDPR

29.11.2018 - Emanuela Longo
Bambino diventato cieco
Casi di bullismo

Due minori sono stati denunciati dai Carabinieri per un atto di bullismo nei confronti di un 15enne in seguito al quale avevano diffuso in rete il video dell’aggressione registrato con uno smartphone. I fatti risalgono allo scorso agosto a Maleo, in provincia di Lodi ed due minorenni – nei confronti dei quali nelle passate ore è giunta la denuncia -, come spiega l’edizione online del Corriere della Sera, hanno rispettivamente 15 e 16 anni e sono residenti a Milano e Castelgerundo, in provincia di Lodi. I due, secondo quanto ricostruito grazie alle indagini condotte dai Carabinieri, alla fine di agosto di questo anno avevano aggredito per futili motivi un ragazzino, quasi loro coetaneo. Lo avevano schiaffeggiato e costretto a inginocchiarsi mentre filmavano l’intera scena con uno smartphone. Successivamente avevano deciso di diffondere online il filmato mentre lo bullizzavano provocandogli delle lesioni.

FILMARONO AGGRESSIONE: MINORENNI DENUNCIATI

Nella denuncia ai due minori per gli atti di bullismo a scapito di un 15enne di Maleo (Lodi) i carabinieri hanno tuttavia contestato due gravi reati. Oltre a quello di lesioni anche il reato di trattamento illecito di dati personali. Contestazione che giunge alla luce del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, il tanto discusso GDPR. La decisione di filmare in modo sadico la scena dell’aggressione attraverso i propri smartphone e di divulgarne il contenuto per i due ragazzini è costata carissima. Quanto contestato dalle forze dell’ordine invece rappresenta una novità importante che mira a combattere un reato piuttosto diffuso, quello appunto della violazione dei dati personali. L’accusa non a caso è motivata dagli stessi carabinieri con l’approvazione del nuovo regolamento vigente in Europa.



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