Pamela Mastropietro, la mamma: “Non credo più nelle istituzioni”/ “Scuse di Oseghale? Una presa in giro”

- Carmine Massimo Balsamo

Mamma Pamela Mastropietro: “Non credo più nelle istituzioni”. Alessandra Verni a Storie Italiane: “Scuse di Oseghale? Una presa in giro, voglio giustizia: deve parlare”.

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Mamma Pamela Mastropietro (Storie Italiane)

E’ passato quasi un anno dalla tragica morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne di Macerata uccisa e fatta a pezzi da Innocent Oseghale, ora a processo. «Io sì, lui no», così la mamma Alessandro Verni ha risposto alla domanda se il nigeriano l’avesse guardata negli occhi in aula. Intervistata da Storie Italiane, la madre di Pamela ha continuato: «Le sue scuse? Per me sono solo stupidaggini, Oseghale deve parlare: poteva succedere a sua figlia, deve parlare», sottolineando che «vedendo quello che le hanno fatto, non è stato da solo. Mafia nigeriana? A quanto pare sembra che ne faccia parte anche lui. Credo che se ci fossero stati i dovuti controlli su questa immigrazione, Pamela sarebbe tutta intera e viva». E tuona: «Chiedo giustizia e che Oseghale parli e dica tutta la verità: chiunque sappia qualcosa, deve dirlo».

MAMMA PAMELA MASTROPIETRO A STORIE ITALIANE

Presente in studio a Storie Italiane, lo zio di Pamela Mastropietro ha sottolineato: «La frase è in parte stata modifica da quello che è successo nell’udienza del 26 novembre, che ha ridato speranze a tutti noi familiari, finalmente abbiamo riacquistato un po’ di fiducia nella giustizia. E’ certamente un primo passo, la battaglia deve svolgersi. Le scuse di Oseghale? E’ stata una evidente presa in giro: chiedere scusa dopo 10 anni dopo aver ucciso e stuprato la figlia, per poi averla fatta a pezzi». Alessandra Verni poi ricorda: «Pamela era una ragazza solare, spiritosa, molto sensibile anche alle problematiche altrui: voleva aiutare gli altri. Questo mi faceva incavolare, perché per aiutare il suo ex fidanzata ci è finita dentro». Un altruismo testimoniato dal gesto compiuto 13 giorni prima di morire: «Aveva salvato la sua compagna di stanza che si era tagliata le vene». E la donna recentemente ha incontrato la madre di Desirèe Mariottini, la giovane di Cisterna di Latina uccisa a San Lorenzo: «Mi ha fatto male perché è capitato un’altra volta, so come si sente la mamma: un’altra donna con un immenso dolore ma con una grande forza per combattere».



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