Estetista uccisa e data alle fiamme: assolto ex amante/ Bari, cancellata in appello la condanna a 25 anni

- Silvana Palazzo

Bruna Bovino, estetista uccisa e data alle fiamme: assolto in appello l’ex amante Antonio Colamonico. Le ultime notizie sulla sentenza

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(LaPresse)

Antonio Colamonico non è l’assassino di Bruna Bovino, l’estetista 29enne uccisa nel 2013 nel centro estetico dove lavorava. La Corte d’assise d’appello di Bari ha assolto l’uomo, che era stato condannato in primo grado a 25 anni di carcere per omicidio volontario e incendio doloso. La Procura aveva chiesto l’aggravamento fino a 28 anni perché l’uomo, che era sposato, avrebbe ucciso l’amante a Mola di Bari dopo una lite legata alla fine della loro relazione e poi avrebbe dato fuoco al corpo. L’omicidio sarebbe avvenuto tra le 16.30 e le 17, ma tale ricostruzione è stata smentita dalla testimonianza di un tatuatole, raccolta da Repubblica, che ha spiegato di aver incontrato la donna in un bar intorno alle 18. A quell’ora Colamonico si trovava già a Polignano, come dimostrato dall’esame delle celle telefoniche. Quindi la Corte d’assise d’appello non ha ritenuto di confermare la sentenza di condanna.

ESTETISTA UCCISA E DATA ALLE FIAMME: ASSOLTO EX AMANTE

Antonio Colamonico «non ha commesso il fatto». Per questo è stato assolto nel processo per l’omicidio di Bruna Bovino dalla Corte di assise di appello di Bari, che così ha ribaltato la sentenza di primo grado. A incidere sulla sentenza è stata l’intensa attività investigativa dei difensori, gli avvocati Massimo Chiusolo e Nicola Quaranta, i quali sono partiti da un video pubblicato su Repubblica per demolire l’ipotesi accusatoria. La decisione, letta dopo due ore di Camera di Consiglio, è stata accolta con disperazione dalla famiglia dell’estetista e salutata invece con urla di gioia dai parenti di Colamonico, il quale ha trascorso in carcere quattro anni e mezzo. L’uomo, che fu arrestato nell’aprile 2014, sarà scarcerato oggi stesso. Il corpo della vittima fu trovato semicarbonizzato sul pavimento del centro estetico, tra brandelli e indumenti di sangue, dopo essere stata uccisa con 20 colpi di forbici e strangolata.



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