GEORGE BUSH SENIOR È MORTO/ Era il presidente Usa più anziano in vita: ora il primato spetta a Carter

George Bush senior è morto: il 41esimo presidente degli Stati Uniti aveva 94 anni. La frase che gli valse la Casa Bianca: “Read my lips: no new taxes”.

01.12.2018, agg. il 02.12.2018 alle 08:21 - Davide Giancristofaro Alberti
George Bush, 41esimo presidente Stati Uniti, morto nel 2018
George Bush, 41esimo presidente Stati Uniti

E’ morto nella giornata di ieri il 41esimo presidente degli Stati Uniti, George Bush. Aveva 94 anni, e negli ultimi mesi si era gravemente ammalato, in particolare dopo la scomparsa della moglie Barbara ad aprile. Come ricorda l’edizione online de Il Messaggero, Bush Senior era fino a ieri il presidente più longevo nella storia americana, scomparso all’età di 94 anni e 166 giorni, superando Gerald Ford, morto nel 2006, dopo 93 anni e 165 giorni di vita, e l’amico e rivale Ronald Reagen, che morì invece a 93 anni e 120 giorni nel 2004. Al momento il primato di presidente Usa più anziano in vita è nelle mani di Jimmy Carter, che lo scorso mese di ottobre ha compiuto 94 anni. Bush prosegue quindi la tradizione di longevità dei capi di stato a stelle e strisce della storia moderna, ed in questa speciale categoria potremmo inserire anche Richard Nixon, morto nel 1994 all’età di 81 anni. In precedenza, invece, c’erano stati i decessi prematuri di Johnson (scomparso nel 1973 a soli 65 anni), e Kennedy, ucciso durante il noto attentato di Dallas del 1963 all’età di 56 anni. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BUSH SENIOR MORTO, IL NOTO DISCORSO DELLE TASSE

Era un Partito Repubblicano ben più moderato e liberale rispetto al Gop a guida Donald Trump quello che nel 1988 nominava George H.W. Bush candidato – poi vittorioso – alla Casa Bianca. Nell’immaginario collettivo degli Usa resta indelebile il discorso di accettazione della nomination alla convention Repubblicana del 18 agosto 1988 pronunciato da Bush senior, morto oggi all’età di 94 anni. Il terreno di sfida di quella campagna elettorale, come spesso avviene negli Usa ma in generale in democrazia, fu l’economia. E George H.W. Bush fu chiaro, chiarissimo, nel dire “read my lips: no new taxes”. Traduzione: “leggete le mie labbra: no nuove tasse”. Una promessa che evidentemente non riuscì a mantenere, se al netto di una prima Guerra del Golfo stravinta venne spazzato via alle Elezioni del 1992 da Bill Clinton, confezionando il peggiore risultato nella storia dei Repubblicani. Molti dei quali, oggi, lo rimpiangono…(agg. di Dario D’Angelo)

BUSH SENIOR MORTO, L’ULTIMO OMAGGIO DI OBAMA E BILL CLINTON

Sta forse nell’omaggio dei rivali Democratici il riconoscimento maggiore all’opera politica di George H.W. Bush, il 41esimo presidente nella storia degli Stati Uniti spentosi nella notte a 94 anni. Tra i commenti più condivisi di queste ore quello di Barack Obama, che su Twitter ha definito il papà di George W. Bush come un “patriota e un umile servitore degli Stati Uniti”, aggiungendo: “I nostri cuori oggi sono pesanti ma pieni di gratitudine. E i nostri pensieri vanno all’intera famiglia Bush stanotte e a tutti quelli che sono stati ispirati dall’esempio di George e Barbara Bush”. Ma se Obama e i Bush non si sono mai incrociati direttamente da rivali politici diverso è il discorso per i Clinton. Quella tra Bush e Clinton è stata per anni una lotta tra dinastie: fu proprio Bill, nel 1992, a negare a George H.W. il secondo mandato consecutivo. Ed è stato il marito di Hillary a spendere parole d’encomio per il suo predecessore alla Casa Bianca:”Sarò per sempre grato per l’amicizia creata. Pochi americani sono stati, o saranno mai, in grado di eguagliare il primato del servizio di Bush per l’America e la gioia che ne traeva”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE PAROLE DI GORBACIOV

Il mondo intero dice addio a George Bush, presidente numero 41 degli Stati Uniti. E’ scomparso nelle scorse ore, all’età di 94 anni, dopo una lunga malattia. Lo si ricorda in particolare per i suoi interventi in tema di politica estera, lui che era uno specialista grazie alle sue doti naturali e al suo passato da direttore della Cia. Bush senior ha vissuto quell’era di mezzo in cui il nemico degli Stati Uniti è passato dall’essere l’Unione Sovietica, caduta proprio durante l’amministrazione Bush, al Medio Oriente, impersonato a inizio anni ’90 dall’ex dittatore dell’Iraq Saddam Hussein. Molti coloro che hanno voluto omaggiare la morte dell’ex uomo più potente al mondo, a cominciare da Mikhail Gorbaciov, ex presidente dell’Unione Sovietica proprio nel periodo Bush: «Le mie profonde condoglianze alla famiglia e a tutti i cittadini statunitensi – spiega l’ex premio Nobel per la pace 1990 – ho molti ricordi di quest’uomo, abbiamo avuto l’opportunità di lavorare insieme durante l’era dei grandi cambiamenti. E’ stato un periodo drammatico, che ha richiesto a tutti di essere tremendamente responsabili. Il risultato è stato la fine della guerra fredda e della corsa agli armamenti nucleari». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GEORGE BUSH SENIOR, IL NEMICO DELL’IRAN

Lo scontro tra Stati Uniti e Iran non si ferma nemmeno di fronte alla morte di George Bush. Come riferisce TgCom24, infatti, i media conservatori iraniani ricordano l’ex Presidente come uno dei nemici di Teheran ed evidenziano che è responsabile della morte di diversi civili iraniani, tra cui 66 bambini. Il riferimento è all’aereo di linea in volo dalla capitale iraniana a Dubai che è stato abbattuto dalla Marina americana nel Golfo Persico il 3 luglio del 1988. All’epoca Bush era vicepresidente e dinanzi alle Nazioni Unite difese l’operato dei militari americani sostenendo che avessero agito maniera appropriata e che quanto avvenuto era da considerarsi un incidente di guerra (era in corso allora la guerra tra Iran e Iraq). Per i media iraniani, dunque, Bush voleva la fine della Repubblica islamica e ha contribuito a diffondere l’odio verso l’Iran nel Medio Oriente. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

LA STORIA D’AMORE CON BARBARA

George Bush senior, 41esimo presidente degli Stati Uniti morto oggi all’età di 94 anni, verrà ricordato, fra le tante cose, anche per la sua splendida storia d’amore con Barbara. I due hanno vissuto assieme per ben 73 anni, e sono deceduti nello stesso anno, visto che la moglie dell’ex presidente è spirata lo scorso mese di aprile. Barbara, come ricorda l’edizione online de Il Giornale, conobbe il suo futuro marito in una serata di ballo di Natale del 1941, in un country club di Greenwich, nel Connecticut. Subito dopo Bush si arruolò presso la US Navy e a battezzò il suo aereo da guerra “Barbara”, proprio in onore della fidanzata. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, George decise di sposare l’amata, e i due si unirono in matrimonio nel gennaio del 1945. Insieme ebbero sei figli, di cui quattro maschi e due femmine, leggasi George Walker Bush (nato nel 1946, futuro presidente degli Stati Uniti), Pauline Robinson “Robin” Bush (morta purtroppo a soli 4 anni, nel 1953, per leucemia), John Ellis “Jeb” Bush (1953), Neil Mallon Bush (1955), Marvin Pierce Bush (nato nel 1956), Dorothy “Doro” Bush Koch (1959). (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MORTO GEORGE BUSH: IL MESSAGGIO DI TRUMP

George H.W. Bush è morto all’età di 94 anni. Il 41esimo presidente degli Stati Uniti si è spento dopo una lunga malattia, a poco più di sette mesi dalla scomparsa dell’amata moglie Barbara. Donald Trump ha appreso la notizia dal G20 di Buenos Aires, esprimendo il suo cordoglio attraverso il proprio profilo Twitter: «Ha ispirato generazioni di americani – scrive il Tycoon sui social – l’addio di un grandissimo». Ha perso in maniera clamorosa contro Clinton nel 1992, ma è stato nel contempo un presidente amatissimo, che si è concentrato in particolare sulla politica estera, a cominciare dalla prima storica invasione dell’Iraq per combattere quello che divenne il nemico numero uno degli Usa dopo la Guerra Fredda, Saddam Hussein. Perse perché aveva promesso di non mettere mano alle tasche degli americani, bloccando le tasse, ma non riuscì mai a tastare realmente l’umore della gente, lui che veniva da una famiglia di aristocratici e che da piccolo andava a scuola in limousine. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GEORGE BUSH SENIOR, ADDIO AL 41ESIMO PRESIDENTE USA

George Bush senior è morto. Il 41esimo presidente degli Stati Uniti è spirato nelle scorse ore all’età di 94 anni, come ha fatto sapere attraverso una nota il figlio George W. Bush. Il primo a rendere omaggio all’ex numero uno USA è stato un collega come Barack Obama, che attraverso Twitter ha scritto: «Un patriota e un umile servitore dell’America». Bush senior è stato presidente per un solo mandato (1988-1992), durante gli anni della politica estera, dell’uscita dalla Guerra Fredda, del mondo che stava lentamente cambiando, entrando di fatto nell’epoca di conflitti internazionali che stiamo vivendo ora. Un presidente che nonostante venne sconfitto alla successiva elezione da Bill Clinton, riuscì ad ottenere un consenso superiore al 90%, chiaro indizio di quanto lo stesso fosse apprezzato dal suo popolo. Ex pilota della Navy abbattuto dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale, al termine del conflitto George Herbert Walker Bush sposò Barbara, morta lo scorso aprile dopo una malattia.

GEORGE BUSH E’ MORTO

A seguito della scomparsa della storica consorte, anche l’ex presidente venne ricoverato in terapia intensiva, e fu praticamente l’inizio della fine. La sua svolta politica si ebbe negli anni ’70, quando Richard Nixon gli offrì il posto di ambasciatore Onu, e in seguito, nel 1971, la direzione del partito repubblicano in pieno scandalo Watergate. Nel 1974, sotto la guida di Ford, divenne ambasciatore in Cina, e l’anno successivo venne nominato numero uno della Cia, l’intelligence americana. Ma il salto di qualità arrivò nel 1980, quando Ronald Reagen lo nominò a sorpresa suo vice. Fu l’inizio della grande ascesa visto che otto anni dopo, in occasione delle elezioni presidenziali del 1988, sconfisse senza mezzi termini Michael Dukakis, divenendo il 41esimo presidente degli Stati Uniti. Durò, come detto, solo quattro anni, ottenendo la peggior sconfitta nella storia elettorale, con solamente il 37% dei voti: da quel giorno si ritirò definitivamente della politica, dedicandosi alla vita di nonno.

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