Roma, sgombero ex fabbrica penicillina/ Migranti, Meloni sta con Salvini: “Complimenti al ministro”

Roma, sgombero dell’ex fabbrica di Penicillina. Ultime notizie, edificio non verrà abbattuto. Salvini, “presto nuovi interventi”. Meloni sostiene il ministro.

10.12.2018, agg. alle 14:42 - Carmine Massimo Balsamo
Sgombero Roma, ex fabbrica di penicillina (Storie Italiane)

«#Sgombero ex #Penicillina a Roma, orgoglioso di questo intervento di legalità, pulizia e sicurezza atteso da anni. Era un punto di spaccio e rifornimento per buona parte della città»: così Matteo Salvini su Twitter esulta per lo sgombero dell’ex fabbrica di penicillina a Roma, dove è stato accolto da applausi e contestazione. Il ministro dell’Interno ha ricevuto i complimenti dell’alleata Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: «Complimenti a Salvini per lo sgombero dell’ex fabbrica della penicillina a Roma, stabile diventato una zona franca. Finalmente ascoltate le denunce di Fratelli d’Italia, ignorate per anni dai governi di sinistra. Ora si lavori ad un progetto di bonifica e una soluzione definitiva». Soddisfatto anche il leghista Giorgio Maria Bergesio: «Un altro fortino di illegalità è stato abbattuto! Lo #sgombero dell’Ex #Penicillina va nella direzione di colpire al cuore delle organizzazioni criminali partendo da ciò che le tiene in vita: le fonti di guadagno. Con il Decreto @matteosalvinimi restituiremo città più sicure!». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MIGRANTI PER STRADA CON LA VALIGIA

Lo sgombero dell’ex Penicillina di Roma è terminato. Lo riporta Rai News sottolineando che al termine delle operazioni di Polizia e Carabinieri, intervenuti con camionette e mezzi blindati davanti via Tiburtina, sono tanti i migranti che adesso vagano per strada con tanto di valigia in mano. La strada che porta al Grande Raccordo Anulare, chiusa questa mattina per facilitare le operazioni di sgombero è stata riaperta. Il ministro Salvini, intervenuto sul posto, è stato contestato da alcuni residenti, che hanno gridato: “Salvini dov’eri prima? L’amianto ce lo lasci dentro? Questo posto è così da 30 anni, perché nessuno è mai venuto a controllare? Qui c’è l’amianto in polvere che ci respiriamo da 30 anni. E’ uno sgombero-farsa. Chi pagherà per questi veleni che ci respiriamo?”. Attacchi contro il vicepremier sono stati indirizzati anche da una decina di militanti di “Potere al popolo”. (agg. di Dario D’Angelo)

SALVINI SUL POSTO, CONTESTATO SEGRETARIO PD ROMA

Anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è arrivato questa mattina nell’area dell’ex fabbrica Penicillina di Roma, per presenziare allo sgombero messo in atto dalle forze dell’ordine che hanno allontanato dallo stabile una quarantina di persone. Sul suo account Twitter il titolare del Viminale ha commentato: “È un altro giorno all’insegna dell’ordine e della legalità. Nelle prossime settimane sono già previsti altri sgomberi a Roma e in tante altre città italiane. Dalle parole ai fatti”. Come riportato da Il Messaggero, al suo arrivo nell’area è stato contestato da un gruppo di migranti e militanti di Potere al Popolo Andrea Casu, il segretario romano del Pd. Avvicinatosi agli sgomberati che stavano effettuando un sit-in spontaneo, il segretario dem è stato accolto con le urla “vergogna”, “avete governato per anni” “siete responsabili di questa situazione”. Invitato ripetutamente ad andare via, si è registrata della tensione e Casu è stato fatto allontanare. (agg. di Dario D’Angelo)

SGOMBERO PENICILLINA, ARRIVATO SALVINI

Prosegue lo sgombero all’ex fabbrica di penicillina a Roma, sul posto è arrivato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: il capo del Viminale, arrivato in via Tiburtina per seguire da vicino i lavori, è stato accolto da qualche contestatore ma la situazione è tranquilla, come sottolinea Storie Italiane. L’inviato Vito Francesco Paglia evidenzia infatti che non ci sono stati scontri tra i residenti e le forze dell’ordine, al momento la situazione è calma. Sono stati posti dei blocchi da parte delle forze dell’ordine e potrebbero essere murati gli accessi . I cittadini chiedono la messa in sicurezza e la bonifica dell’area: all’interno dell’ex fabbrica infatti sono presenti amianto e cumuli di immondizia. In questi minuti, inoltre, è in corso una manifestazione di protesta da parte dei residenti: «io non so dove andare, non ho casa e non ho niente», «non lo so, starò per strada, sono arrabbiato per questo sgombero», «stavamo qua da un anno, io avevo tutto là dentro. Io ho i documenti ma non ho lavoro e non posso pagarmi casa», le testimonianze di alcuni immigrati. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

VIA ALLO SGOMBERO DELL’EX PENICILLINA

E’ ufficialmente iniziato lo sgombero dell’ex fabbrica di Penicillina di Roma: iniziati giovedì 6 dicembre tra le proteste dei residenti, i lavori si stanno svolgendo in questi minuti in via Tiburtina 1040. Come riportato da Il Messaggero, le forze dell’ordine sono entrate nello stabile nelle prime ore di oggi, lunedì 10 dicembre 2018, e per consentire le operazioni è stato chiuso al traffico il tratto della via Tiburtina dal civico 1020 fino all’incrocio con via del Casal di San Basilio, in direzione del grande raccordo anulare. A differenza di quanto registrato pochi giorni fa, non ci sono particolari tensioni: inaugurato nel 1950, l’edificio è stato occupato nel corso degli anni da un gran numero di extracomunitari, tra le 300 e le 600 persone, e nelle ultime settimane ha fatto clamore l’aggressione dei residenti nei confronti dell’inviata di Storie Italiane Roberta Spinelli.

RISCHIO NUOVE OCCUPAZIONI

Il Messaggero evidenzia come né il Comune di Roma, né le varie associazioni di volontariato siano mai riusciti a calcolare l’esatto numero di occupanti. Pochi giorni fa il sindaco Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza di sgombero e l’edificio verrà bonificato:le tonnellate di rifiuti abbandonate nel corso del tempo al suo interno ha fatto scattare l’allarme emergenza sanitaria. Situazione da monitorare nelle prossime ore: buona parte degli occupanti ha deciso di lasciare lo stabile autonomamente negli scorsi giorni ma un’altra parte di stranieri, soprattutto del Nord Africa, non ha intenzione di andare via. E il quotidiano capitolino evidenzia il pericolo nuove occupazioni: al momento non è previsto l’abbattimento dell’edificio.

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