Abbraccio in chiesa tra figlio del rapinatore e della vittima/ Salumiere morto a Napoli “perdono segno di Dio”

Napoli, l’abbraccio in chiesa tra il figlio della salumiere morto e il figlio del rapinatore: il parroco, “quel perdono ricevuto è un segno di Dio”. La storia di Antonio Ferrara

11.12.2018 - Niccolò Magnani
Salumiere morto a Napoli
Salumiere morto a Napoli (foto da Twitter, 2018)

«Sono il figlio del rapinatore: chiedo perdono per mio padre»: con queste parole un giovane durante i funerali del salumiere Antonio Ferrara ha provato il sincero dolore per quanto stava accadendo ad un suo quasi coetaneo, in lacrime per quel padre morto d’infarto durante una rapina lo scorso 6 dicembre in un piccolo negozio di Montesanto, quartiere di Napoli. Davanti alle richieste del rapinatore, il proprietario di quella salumeria si era opposto, da lì una colluttazione nel cui culmine il negoziante si è accasciato per terra colto da un infarto fulminante. Il rapinatore fuggì subito, in preda al panico e una mini rapina – come purtroppo tantissime ogni giorno accadono nei quartieri periferici delle città – si trasformò in un’autentica tragedia. «Avevo chiesto solo 100 euro, quando sono scappato non avevo compreso le condizioni della vittima», lo ha raccontato il malvivente che poche ore fa si è costituito alla polizia mentre il figlio compiva “al posto suo” un gesto d’incredibile “anomalia”

IL PRETE DOPO I FUNERALI: “PERDONO È SEGNO DI DIO”

Un abbraccio alle prime ore del mattino, prima che la folla accorresse per dare l’ultimo saluto ad Antonio Ferrara: lo ha raccontato il prete della chiesa di Santa Maria di Montesanto, vedendo quei due giovani che ben conosce, insieme davanti alla bara del salumiere napoletano. «Si sono incontrati davanti ai miei occhi e il figlio del rapinatore ha chiesto perdono. Pietro lo ha perdonato e abbracciato. Credo sia un segno di Dio. E’ con il cuore che si può salvare questo rione», racconta Don Michele Madonna ai microfoni di Napoli Today. La saracinesca chiusa di “Petruccio” vede la folla in questi giorni accorrere davanti a quella piccola vetrina: ora però, dopo quell’abbraccio e quel perdono così “insolito” ma così “potente” una piccola speranza rinasce in un quartiere particolarmente disgraziato. Non solo, secondo le voci della gente assiepata davanti alla chiesa dopo i funerali, sarebbe stato proprio il rione a convincere il rapinatore a costituirsi perché «era l’unica cosa giusta da fare». Forse davvero qualcosa sta cambiando..



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