Milano “Atti osceni al Sempione davanti ai bambini”/ Accuse choc ma in realtà stava solo facendo pipì

Milano, “atti osceni al Parco Sempione” Ma stava solo facendo pipì: poliziotti rischiano processo per falso e calunnia

11.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Ucciso nel sonno da moglie e figli
Ucciso nel sonno da moglie e figli (Pixabay)

Rischiano un processo per falso e calunnia due poliziotti di Milano, che in servizio presso il Parco Sempione avevano accusato un uomo di aver commesso atti osceni in luogo pubblico. La vittima, in realtà, stava semplicemente facendo pipì perché affetto da un disturbo fisico che gli rende la vescica troppo debole, obbligandolo quindi a non perdere tempo quando ha lo stimolo. L’uomo in questione è un avvocato milanese, la cui disavventura, per certi versi assurda, viene raccontata oggi dall’edizione online del Corriere della Sera. Lo scorso 6 agosto una pattuglia della polizia vide un uomo con i pantaloni abbassati in viale Milton verso via Pagano: «Stava ponendo in essere l’arte della masturbazione – si legge sul verbale – incurante del passaggio di bambini nel Parco Sempione». A quel punto, si legge sempre sul report della polizia, le forze dell’ordine hanno «tentato invano di chiedere al reo di desistere dal fare illecito, ma l’uomo decideva di darsi a repentina fuga», rincorso dai poliziotti «lungo tutto il Parco fino al raggiungimento della Stazione Cadorna».

MILANO, ATTI OSCENI AL PARCO SEMPIONE MA STAVA SOLO FACENDO PIPI’

Scritto così sembra quasi che l’avvocato volesse nascondersi fra la folla, quando in realtà si era semplicemente diretto presso un palazzo in piazza Cadorna, dove ha sede lo studio legale di cui fa parte. A questo punto, come sottolinea anche il Corriere della Sera, iniziano una serie di stranezze e irregolarità, come definite anche dal giudice Giuseppe Vanore, durante il processo comunque celebrato alla vittima: «L’uomo è poco collaborativo, confermava effettivamente quanto accaduto, dichiarando di essere stato colto da situazione fisica irrefrenabile». In realtà l’uomo stava semplicemente dicendo di essere un avvocato che lavorava nel palazzo, chiedendo agli agenti se volessero salire per avere la conferma. Nel verbale si legge inoltre che la vittima non disponeva di un avvocato di fiducia quando lo stesso aveva chiesto di poter essere nominare i suoi colleghi, richiesta non consentita. L’uomo è stato ovviamente assolto, mentre per i poliziotti che hanno redatto il verbale, come detto in apertura, si sta valutando se procedere o meno per il reato di calunnia e falso.



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