STRAGE CORINALDO, LOCALE SENZA AUTORIZZAZIONE/ I funerali di Emma: “Eri una scia di bontà e intelligenza”

Strage di Corinaldo alla discoteca Lanterna Azzurra: le ultime notizie e gli sviluppi delle indagini. Il locale non era assicurato? Possibili risarcimenti a rischio…

12.12.2018, agg. il 13.12.2018 alle 22:04 - Niccolò Magnani
Discoteca di Corinaldo
Corinaldo, la discoteca Lanterna Azzurra (LaPresse, 2018)

Proseguono le indagini sulla strage di Corinaldo, con gli investigatori che stanno cercando di fare chiarezza su numeri e dinamiche della tragedia dell’anconetano. Oggi si sono tenuti i funerali della vittima più giovane, la piccola Emma. Tantissima gente a Senigallia per l’ultimo saluto all’adolescente, con il parrocco che ha invitato tutti «ad abbassare i toni del chiacchiericcio, che non sarebbero piaciuti neanche a Emma». Ecco le parole dei genitori riportate dai colleghi di Repubblica: «Una scia luminosissima fatta di bontà, gentilezza, intelligenza, sorrisi mai negati e tanta dolcezza. Sei stata calore e colore nei nostri giorni e sarai luce nella nostra nostalgia». Domani si svolgeranno i funerali di Mattia, di Daniele e di Asia, mentre sabato quelli di Benedetta. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LA TESTIMONIANZA DI MATTEO

Si torna a parlare della strage di Corinaldo a La Vita In diretta. Il programma di Rai Uno ha intervistato Matteo, uno dei ragazzi feriti durante quella tragica notte di venerdì scorso. «Sono quello in primo piano sulla balaustra. Ero schiacciato da moltissime persone, non ho idea di quante fossero, non riuscivo a muovermi, non mi passava il sangue, e sarei morto anche io li sotto se fosse passato altro tempo». Ancora dubbi sulla questione uscite di sicurezza: «All’inizio è stata aperta solo un’uscita e la folla è corsa fuori presa dal panico e ci siamo ammassati». Dubbi anche sull’operato dei buttafuori: «Ne ho visti pochi – racconta – a me hanno aiutato i ragazzi». Matteo aveva subito un trauma toracico e uno alle gambe, ed è stato dimesso nelle scorse ore dall’ospedale. Le buone notizie sono che i gravi feriti si stanno riprendendo piano-piano, la brutta notizia è che l’indagine per ora non sembra ancora arrivata ad un punto di svolta. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STRAGE CORINALDO: DISCOTECA NON ASSICURATA

Un’altra bufera si abbatte sui gestori della Lanterna Azzurra Clubbing, la discoteca di Corinaldo dove sono morte sei persone. Non avrebbero sottoscritto alcuna polizza per la responsabilità civile in caso di danni alle persone. L’ultima, stipulata con Unipol, era semestrale e scaduta a dicembre dello scorso anno. Da allora non è stata più rinnovata. Lo rivela il Corriere della Sera, precisando che la polizza non è obbligatoria per legge, anche se nessuno nel mondo dello spettacolo si azzarda di solito ad organizzare un evento senza averla stipulata perché risarcisce i clienti del locale in cui si svolge la serata se per qualche motivo si feriscono o muoiono. Da un anno dunque in quel posto sono state organizzate serate non coperte da alcun ipotetico risarcimento, neppure se qualcuno si fosse semplicemente slogato una caviglia. E quindi sarà difficile ottenere dei risarcimenti per le vite perdute, ferite o per lo choc patito. Le cifre ipotizzabili sono importanti e le condizioni economiche dei tre gestori non forniscono alcuna garanzia di copertura. Il Corriere della Sera tira in ballo anche protesti che risultano dalle visure camerali della Magic Srl, la società che ha in gestione la struttura dal 2016. Quindi probabilmente i gestori non sarebbero in grado neppure di pagare per quella ipotetica caviglia slogata.

INDAGATO 17ENNE RILASCIATO DAL TRIBUNALE MINORILE

E’ stato rimesso in libertà il 17enne indagato e accusato di aver lanciato la bomboletta spray al peperoncino presso la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. La notizia di pochi minuti fa è stata lanciata da La Vita in Diretta e, a cascata, dai vari quotidiani online, con la procura che non ha trovato elementi utili per la custodia cautelare del ragazzo. Il programma di Rai Uno ha intervistato anche un amico del 17enne di cui sopra, che non è riuscito a fornire un alibi preciso all’indagato: «Lo conosco bene, io non ero in discoteca, non so se lui era in discoteca. Ha una fidanzata di 15 anni, so che si sono visti verso l’una e mezza di notte mi ha detto». La tragedia è avvenuta all’una di notte, chiede il cronista al ragazzo, quindi lui non era con lei in discoteca al momento del panico? “No”, ha risposto. Sentito anche un minorenne che la notte di venerdì scorso si trovava nel locale di Corinaldo: «C’era tantissima gente, eravamo tutti appiccicati, l’odore l’ho sentito, sembrava una sostanza tossica, abbiamo iniziato tutti a tossire poi tutti sono corsi fuori e siamo corsi anche noi. C’era una sola uscita di sicurezza aperta, io son riuscito a passare poi alla fine sono caduto, sono rimasto sotto un po’ di persone ma il padre di un mio amico mi ha aiutato». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STRAGE DI CORINALDO: POCHE LE CERTEZZE

Ad alcun giorni di distanza dall’immane tragedia avvenuta nella discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona) e proprio nella giornata in cui vengono eseguite le autopsie sui corpi delle sei vittime, ancora ci sono molti punti oscuri sulla vicenda: infatti diversi media e testate di stampa sottolineano che in merito ai due principali filoni di inchiesta (vale a dire quello sulle cause che hanno portato all’ammassarsi della calca di gente verso l’uscita e poi a quello relativo alla possibile violazione di norme sulla sicurezza da parte dei gestori del locale) non vi sono ancora certezze. Ad esempio in merito al 17enne accusato di aver spruzzato lo spray al peperoncino che avrebbe determinato l’ondata di panico, il diretto interessato nega proprio di essere stato lì quella sera dato che sostiene di aver partecipato a un altro evento. Non solo, in merito alla possibile azione di una baby gang dedicata ai furti non vi sono nuovi riscontri anche se gli inquirenti credono che il ragazzo non abbia agito da solo. Invece sulla questione biglietti ci sono ancora versioni discordanti in merito al numero totale dei ticket, cifra che col passare dei giorni è stata ridimensionata anche se nelle ultime ore, secondo alcune fonti, sarebbe stato confermato che c’erano nella discoteca più clienti di quello che era il numero consentito. (agg. di R. G. Flore)

“MOLTI PIU’ CLIENTI RISPETTO AL CONSENTITO”

Proseguono le indagini in merito alla tragedia avvenuta a Corinaldo presso la discoteca Lanterna Azzurra. Come riferito poco fa dall’edizione online di Tg Com24, secondo le primissime conclusioni degli inquirenti, la notte fra il sette e l’otto dicembre, nel locale in provincia di Ancona, vi erano molte più persone rispetto a quanto consentito nelle norme. Le due sale ospitano un totale di 731 persone, di cui 459 in quella principale e 272 in quella più piccola, ma i ragazzi presenti per assistere al concerto di Sfera Ebbasta, erano molti di più. Si parte da qui, quindi, dal cercare di capire come mai vi fossero così tanti giovani in quel locale, e se questo in qualche modo abbia provocato la tragedia, o se quelle maledette balaustre, che cedendo hanno causato la morte di 6 persone, sarebbero cadute indipendentemente dal fatto che il numero dei clienti fosse consentito o meno. Intanto continuano i parere sulla vicenda, come quello di Red Ronnie, noto critico musicale, che ha puntato il dito contro Sfera Ebbasta, colpevole di essersi fatto aspettare troppo al locale, e di aver in qualche modo causato, seppur indirettamente, il caos che si è creato. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

STRAGE DI CORINALDO: SCIOLTE 3 PROGNOSI

Secondo l’ultimo bollettino medico pubblicato degli Ospedali Riuniti di Ancona, sono state sciolte le prognosi degli ultimi tre pazienti feriti nella discoteca di Corinaldo sabato notte scorsa: «I tre ora non sono più in rianimazione, ma in reparti per acuti, dove si trova anche un altro paziente con prognosi ancora riservata», spiega Sky Tg24 nella giornata dove si terranno intanto anche le autopsie delle 6 vittime restate sotto la calca della Lanterna Azzurra. Ad eseguirle, all’Istituto di Medicina Legale nel complesso degli Ospedali Riuniti di Ancona, i medici legali Manuel Papi e Francesco Paolo Busardò; nel frattempo anche un secondo arrestato dai carabinieri di Ancona dichiara di essere completamente innocente e di non avere colpe nella strage provocata da un’atto di panico generalizzato verso mezzanotte: uno dei due, il 27enne, ha raccontato al suo avvocato «di essersi trasferito da circa un mese nell’appartamento del residence insieme alla sua fidanzata. La sera di venerdì 7 dicembre, lei era fuori per lavoro e lui aveva ospitato l’altro arrestato», riportano sempre i colleghi di Sky. Non confermano però la versione del 17enne che sostiene invece di essere arrivato in serata da loro: «non sappiamo l’ora del rientro del ragazzo», perché dormivano e sarebbero stati svegliati solo la mattina dopo dagli stessi carabinieri.

STRAGE ALLA DISCOTECA DI CORINALDO: OGGI LE 6 AUTOPSIE

Oggi verranno svolte le 6 autopsie sui corpi delle povere vittime della tragedia di Corinaldo: la strage di tre sere fa nel locale in provincia di Ancona ancora presenta moltissimi dubbi e gli sviluppi investigativi potrebbero cambiare, anche radicalmente, di giorno in giorno. Ieri l’interrogatorio del 17enne indagato per aver spruzzato lo spray urticante al peperoncino (ci sono tre testimoni contro di lui, ma nessuno è considerato “vincolante” e “attendibile” al 100% data la ressa e la calca di quella notte) ha portato alcuni elementi che potranno essere utili agli investigatori: «Ha risposto alle domande era tranquillo e ha fornito elementi utili alle indagini. Se era alla Lanterna Azzurra quella sera? Su questo non posso rispondere», ha spiegato al Resto del Carlino la procuratore dei minori di Ancona Giovanna Lebboroni. Le indagini proseguono e forse solo l’autopsia potrà dare, nell’immediato, elementi utili in più agli investigatori che indagano sul doppio filone della sicurezza interna alla discoteca di Corinaldo e anche sulle cause che hanno scatenato il panico, da cui il crollo della balaustra esterna al locale Lanterna Azzurra prima del concerto-dj set di Sfera Ebbasta.

LA TESTIMONIANZA E IL RIMORSO: “IO DAVO I BIGLIETTI E LORO MORTI”

Dopo l’arresto per droga scattato ormai sabato scorso (trovato in un residence di Senigallia insieme ad un 27enne e un 22enne con circa 200 grammi tra hashish e cocaina), il 17enne è rinchiuso nel centro di prima accoglienza del Dipartimento di Giustizia Minorile ma continua a dirsi completamente innocente, «non sono colpevole e non ero in quella discoteca l’altra sera» per ora confermato anche dalla nonna interrogata nelle scorse ore. Intanto su Repubblica stamane compare una testimonianza di un 18enne che lavorava come promoter alla discoteca del terrore, il quale si porta addosso un rimorso enorme: «Ho dato io la prevendita a Mattia e lui ora è morto. Mi sento colpevole». Il racconto di quelle ore angoscianti, il peso di vedere propri amici morire dentro quell’assurda discoteca e il pensiero di come andare avanti ora: «eri sono tornato a scuola e quando ho visto le scale e la gente mi è venuto il panico. In classe abbiamo aperto una finestra per far cambiare l’aria e quando è passata un’ambulanza sono quasi svenuto al suono delle sirene. “Sto male – spiega ancora a Repubblica Gabriel -. Anche se non ho colpe, sento comunque la responsabilità di aver portato la gente a una tragedia. So già che dovrò lavorare anche per superare questo trauma. Spero solo che chi ha sbagliato paghi. Ci fidavamo di quella discoteca».

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