GIADA ANTEGHINI, UCCISA 14 ANNI FA/ L’ex marito ha confessato ma è libero: non può essere processato due volte

Giada Anteghini, uccisa 14 anni fa: l’ex marito Denis Occhi ha confessato ma è libero. Il motivo? Non può essere processato per due volte per lo stesso reato

12.12.2018 - Dario D'Angelo
La mamma di Giada Anteghini mostra una sua foto (foto da web)

Chiede giustizia la famiglia di Giada Anteghini, la ragazza presa a colpi d’accetta il 25 novembre del 2004  mentre dormiva a Jolanda di Savoia, nella sua abitazione di via Colombana Nuvolè. Chiede di dare un volto all’assassino della 27enne morta, nonostante il suo ex marito, Denis Occhi, per ben due volte abbia confessato l’omicidio. Eppure è stato assolto: come mai ci si domanda? Semplice: l’uomo ha ritrattato, insufficienza di indizi forensi e una personalità borderline in cerca di attenzioni hanno fatto il resto, convincendo i giudici a trasformare una condanna in primo grado a 20 anni di reclusione in un’assoluzione piena in appello mai impugnata. Eppure Denis un giorno del 2009 si è ripresentato in Questura e ancora una volta ha confessato l’omicidio: tutto messo a verbale, prima che l’uomo decidesse (inutilmente) di ritrattare. E allora, di nuovo, viene da chiedersi perché Denis non sia in galera: la verità è che non può essere processato nuovamente, non per due volte e per la stessa cosa.

GIADA ANTEGHINI, IL FRATELLO: “VOGLIAMO GIUSTIZIA”

Del caso di Giada Anteghini si occuperà questa sera anche Chi l’ha visto?, il programma di Rai Tre condotto da Federica Sciarelli, che darà voce all’insoddisfazione di una famiglia che per un motivo o per un altro oggi non sa chi sia il colpevole dell’uccisione della 27enne ferrarese. Intervistato da Il Resto del Carlino un anno fa, Simone Anteghini, il fratello di Giada, che ha lasciato una figlia che all’epoca aveva solo 4 anni, ha dichiarato:”Lo Stato italiano non solo non ha trovato il responsabile, bensì non ci è mai stato vicino e il caso è stato archiviato. Possibile passare da 20 anni alla piena innocenza? Credo di no. Ecco perché dico che di errori ne sono stati fatti tantissimi”. Di una cosa sola Simone è certo:”Mia sorella non può essersi spaccata la testa da sola. Non mi arrenderò mai fino a quando chi l’ha uccisa non verrà trovato“.

GIADA ANTEGHINI, LA BATTAGLIA PER LA RIAPERTURA DEL PROCESSO

Il vero grande obiettivo della famiglia Anteghini è la riapertura delle indagini sulla morte della 27enne, deceduta dopo 400 giorni di coma in seguito all’aggressione a colpi d’accetta mentre dormiva. L’ordinamento italiano, però, prevede che a chiedere la revisione del processo possa essere soltanto il condannato dopo una sentenza passata in giudicato e in presenza di nuovi elementi di prova. Non è questo il caso di Giada Anteghini, dove Denis Occhi è stato assolto per insufficienza di prove nonostante abbia confessato non una, ma ben due volte, l’omicidio della donna. Per ritrattare la sua versione, nel 2009, disse l’ex marito di Giada disse:”Ho confessato per far piacere alla polizia”. Da segnalare il calvario umano vissuto anche dal compagno dell’epoca di Giada, quel Maurizio Fiore additato inizialmente come il mostro del paese, il killer designato, che visse in maniera traumatica tutte le accuse nei suoi confronti, rivelatesi infondate tanto da portare ad un’archiviazione della sua posizione. Non fece in tempo a ricominciare la sua vita che morì tragicamente in un incidente stradale, il 17 ottobre 2006.

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