MAFIA ALL’IPPODROMO DI PALERMO/ Ultime notizie, nove arresti “Monopolio assoluto sulle corse”

Mafia, affari all’ippodromo di Palermo: nove arresti. Gare truccate e summit nelle scuderie: in manette membri dei clan di San Lorenzo e Resuttana.

12.12.2018, agg. alle 10:40 - Carmine Massimo Balsamo
Carabinieri (Pixabay, 2018)

Le mani della mafia erano arrivate fino all’ippodromo di Palermo. E’ questo quanto scoperto dagli investigatori, che nella giornata odierna hanno eseguito un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 persone. Stando a quanto spiegato dalle forze dell’ordine, grazie a tale inchiesta, denominata Corsa nostra, (per fare il verso a Cosa Nostra), si è potuto «documentare come cosa nostra esercitasse un controllo sull’ippodromo di Palermo». Un’indagine nata precisamente nel dicembre del 2017, dopo l’operazione Talea, e da cui è emerso che i picciotti venivano organizzati nelle scuderie per fare in modo che gli stessi non venissero intercettati. Il gip di Palermo sottolinea come i boss aveva truccato le gare dell’ippodromo del capoluogo siciliano: «Cosa nostra aveva il monopolio pressoché assoluto – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – i boss mafiosi utilizzavano “quelle classiche metodologie che creano assoggettamento». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LE MANI DELLA MAFIA SULL’IPPODROMO

Dopo il blitz di Castelvetrano e i 17 arresti di Catania, nuova importante operazione delle forze dell’ordine in Sicilia: l’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo ha svelato un giro di affari di Cosa Nostra all’interno dell’ippodromo di Palermo. Le persone arrestate sono nove e, come sottolinea il Giornale di Sicilia, sono accusate a vario titolo di concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato in concorso e frode in competizioni sportive. Otto di loro sono in custodia cautelare in carcere, mentre per uno sono stati disposti i domiciliari. L’operazione, denominata COrSA NOSTRA”, è stata coordinata dai sostituti della Dda Roberto Tartaglia, Amelia Luise e Annamaria Picozzi, dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca.

MAFIA PALERMO, AFFARI ALL’IPPODROMO

Il Giornale di Sicilia sottolinea che l’indagine costituisce l’approfondimento di alcuni elementi investigativi reperiti nel corso dell’operazione “TALEA”, risalente al dicembre del 2017. Cosa Nostra ha messo le mani sull’ippodromo e sulle corse: i carabinieri hanno fatto venire a galla gli affari, le attività, i summit nelle scuderie, le gare truccate. Coinvolti esponenti dei clan locali ma non solo: anche gestori delle scuderie, driver e allenatori sono ritenuti complici dei gruppi mafiosi di San Lorenzo e Resuttana, tra loro Giuseppe Greco, Domenico Zanca e Gloria Zuccaro. Decisive le intercettazioni al capomafia Giovanni Niosi, arrestato mesi fa: nei colloqui telefonici sono stati scoperti i rapporti di rilievo con alcuni personaggi molto noti nel mondo dell’ippica.

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