Mattia Mingarelli, 30enne di Albavilla scomparso/ Ultime notizie, il mistero del telefonino nella neve

- Emanuela Longo

Mattia Mingarelli, 30enne scomparso misteriosamente dalla sua baita in montagna in Valmalenco: tutti gli aspetti oscuri attorno alla vicenda

Mattia Mingarelli
Mattia Mingarelli (Instagram)

Sono ancora molti i misteri che avvolgono la scomparsa di Mattia Mingarelli, 30enne di Albavilla che ha fatto perdere le tracce di se a Sondrio. Era partito per la Valmalenco venerdì mattina, e la sera dello stesso giorno è scomparso. Sulla vicenda ha parlato il signor Giorgio, titolare della baita Ai Barchi, che sarebbe anche l’ultima persona ad aver visto Mattia vivo. «Ci siamo incontrati verso le 15 e 30 – le parole a La Vita in Diretta mi ha chiesto delle camere per il 30 e il 31, e gli ho detto che forse le aveva mio zio, poi siamo entrati nella baita, e lui si è allontanato verso casa. Attorno alle 18:15 è tornato per fare l’aperitivo, ha bevuto un paio di calici, poi attorno alle 19:30 é andato via, io son rimasto lì». La mattina seguente Giorgio ha scoperto il telefono di Mattia fra la neve: «Alle nove e mezza/dieci ho visto un telefono fra la neve, l’ho messo sottocarica ma non funzionava, allora ho messo la mia sim visto che la sua era bloccata ed è arrivato un messaggio da parte del padre. Io a quel punto gli ho telefonato avvisandolo che il figlio aveva perso il telefono». La domanda è lecita: se ha cambiato la sim, come ha fatto a ricevere il messaggio destinato a Mattia? Questione che viene sollevata anche in studio a La Vita in Diretta. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MATTIA MINGARELLI NON SI TROVA

Resta un mistero la scomparsa di Mattia Mingarelli, e sono gli stessi inquirenti ad ammettere che sia strano non averlo ancora individuato. Non ci sarebbero elementi per pensare ad un omicidio, quindi il fascicolo resta aperto per scomparsa di persona, ma si ipotizza un incidente in montagna. «L’ipotesi su cui stiamo lavorando è quella di un incidente o un malore in montagna, e stiamo setacciando un’ampia zona anche con i cani molecolari. Meno probabile l’ipotesi di un allontanamento volontario o di un gesto disperato, non c’è nulla che possa far pensare a una pista del genere. Ma non escludiamo nulla», ha dichiarato il procuratore capo della Repubblica di Sondrio, Claudio Gittardi, come riportato da Il Giorno. Intanto, come riportato da Chi l’ha visto, la baita che il ristoro Barchi, in quota sopra Valmalenco, sono ora sotto sequestro. I carabinieri delle Sezioni investigazioni scientifiche del Reparto operativo del Comando provinciale di Milano stanno analizzando quello che è stato trovato all’interno, così come si sta analizzando il contenuto del telefono cellulare. Per ora di Mattia Mingarelli non c’è traccia. (agg. di Silvana Palazzo)

MATTIA MINGARELLI SCOMPARSO IN MONTAGNA

E’ giallo sulla misteriosa scomparsa di Mattia Mingarelli, l’agente di commercio trentenne di Albavilla (Como), di cui si sono perse le tracce lo scorso venerdì pomeriggio sulle montagne della Valmalenco, dove era in vacanza da solo in una baita in affitto. Tra le ipotesi degli investigatori, che oggi hanno fatto il punto sul caso, sarebbe da escludere sia la tesi di un allontanamento volontario che di un gesto autolesionista, eppure di Mattia da ormai cinque giorni non si hanno più notizie. Gli stessi inquirenti – spiega Corriere.it – in una conferenza che si è tenuta presso la caserma dei carabinieri di Sondrio hanno evidenziato tutti i punti oscuri dell’intera vicenda. Il primo aspetto è legato al cellulare del giovane, il quale risulta spento dal giorno della sua scomparsa. L’apparecchio è stato consegnato dal rifugista alle forze dell’ordine. Anche lui trentenne, sarebbe l’ultimo ad aver visto Mattia prima della sua sparizione: già noto per piccoli reati commessi in passato, ha spiegato di aver trovato il cellulare nella neve, a circa 50 metri dalla baita affittata da Mattia. All’interno del telefonino ci sarebbero delle foto della zona scattate nel pomeriggio di venerdì.

L’ULTIMA FOTO DAL BOSCO

Numerosi i misteri attorno alla scomparsa di Mattia Mingarelli, tra cui l’amato cane Dante. Sembra infatti impossibile che il 30enne possa essersi allontanato nei boschi innevati senza portare con sé il fidato amico a quattro zampe. Proprio la foto del cane tra i boschi imbiancati rappresenta l’ultimo posto pubblicato dal giovane su Instagram. L’animale è stato ritrovato mentre vagava solo nei pressi del rifugio. Al momento non c’è alcun nome iscritto nel registro degli indagati anche se gli inquirenti hanno posto i sigilli al ristori Ai Barchi di proprietà del 30enne che ha consegnato il cellulare di Mattia. Questo è avvenuto dopo i controlli eseguiti con il luminol. A finire sotto sequestro anche la baita presa in affitto dal giovane scomparso e la sua vettura posteggiata poco distante. Le ricerche non si fermano nonostante le difficoltà rappresentate dalle avverse condizioni meteo. Diverse decine le persone impegnate nelle attività di ricerca, tra forze dell’ordine e volontari, compresi i cani molecolari.

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