Operai a Pomigliano minacciano di darsi fuoco davanti a casa Di Maio/ Intervento Carabinieri evita la tragedia

Pomigliano, operai minacciano di darsi fuoco sotto casa del Ministro Luigi Di Maio: paura per diversi attimi, poi i Carabinieri evitano la tragedia

12.12.2018 - Niccolò Magnani
Luigi Di Maio a Pomigliano d'Arco
Pomigliano d'Arco, il vicepremier Luigi Di Maio (LaPresse, 2018)

È stata un’altra notte di paura a Pomigliano d’Arco, purtroppo non la prima per fatti simili: poco prima della mezzanotte, una quindicina di operai hanno minacciato di darsi fuoco davanti alla casa del vicepremier M5s Luigi Di Maio, originario proprio del paese in provincia di Napoli. Il gruppetto di manifestanti si è recato davanti al portone della abitazione del leader grillino prima lanciando grida verso l’appartamento e poi davanti al portone hanno minacciato di darsi fuoco, qualora non fossero riusciti a parlare con Di Maio in persona (che tra l’altro è a Roma in questi giorni). Addirittura, spiega Napoli Fanpage, alcuni si sono incatenati al cancello pronti a darsi fuoco se non fossero intervenuti poco dopo le provvidenziali Forze dell’Ordine chiamate dal vicinato impaurito per quanto stava avvenendo nelle strade di Pomigliano.

PAURA A CASA DI MAIO: CARABINIERI EVITANO LA TRAGEDIA

Secondo il report fatto da alcuni testimoni per il Mattino di Napoli, la protesta sotto casa della famiglia Di Maio è durata pochissimo: all’arrivo dei Carabinieri, i manifestanti si sono dileguati in poco tempo. Le prime voci che riportano i quotidiani locali parlano di un gruppo di operai della Cooperativa Santa Brigida che sarebbero entrati in azione per protestare contro il vicepremier, votato su larga scala alle scorse Elezioni ma visto ultimamente come “traditore” di varie promesse fatte in campagna elettorale. Come spiega il Mattino, a giugno un operaio licenziato della Fiat, Mimmo Mignano, «si era cosparso di benzina, sempre davanti al portone di casa Di Maio»; non è la prima volta insomma che accadono proteste del genere, il grado di disperazione in alcuni strati della società campana (e non solo). Non solo, Pomigliano nelle scorse settimane è stata scossa dalle vicende che hanno visto come protagonista il padre del vicepremier, Antonio Di Maio, “pizzicato” dalle Iene in diversi atti di “presunti illeciti” in merito alla gestione della propria azienda di famiglia e di alcuni terreni sempre con i Di Maio proprietari. La protesta contro il Ministro del Lavoro e in generale contro il Movimento 5 Stelle inizia a farsi pressante anche nella “roccaforte” storica di Di Maio qual’è Pomigliano D’Arco.



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