Strasburgo, Salvini sulla morte di Cherif Chekatt: “Amen”/ “Non sentiremo la sua mancanza”

Strasburgo, Salvini sulla morte di Cherif Chekatt: “Amen”. Il ministro dell’Interno italiano commenta su Twitter: “Non sentiremo la sua mancanza”

12.12.2018, agg. il 13.12.2018 alle 22:39 - Niccolò Magnani
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Matteo Salvini (Lapresse)

A 48 ore di distanza dalla strage dei mercatini di Natale di Strasburgo, la polizia francese ha rintracciato ed ucciso Cherif Chekatt, il 29enne responsabile dell’attentato. La notizia arriva da France Info, con l’attentatore scovato in un magazzino nel quartiere in cui viveva ed era ancora in possesso di pistola e coltello. E’ stato lui per primo a sparare alle forze dell’ordine, che hanno risposto al fuoco e lo hanno ucciso. Arrivano le prime reazioni politiche sui social, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha commentato su Twitter: «Il terrorista islamico che ha ucciso innocenti a #Strasburgo è morto. Amen, non sentiremo la sua mancanza. Una preghiera per i feriti che stanno ancora lottando». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ANTONIO MEGALIZZI FERITO

In un nuovo punto stampa tenuto da Israele, il Ministro Salvini torna ancora sulla strage di Strasburgo annunciando purtroppo che «C’è un giovane italiano ricoverato in condizioni critiche»: si tratta di Antonio Megalizzi, un giornalista ferito durante l’attentato ieri ai mercatini di Natale della città francese. In merito ad alcune ipotesi di indagini d’intelligence che vedrebbero il killer Cherif Chekatt di passaggio anche in Italia prima di giungere a Strasburgo, Salvini replica «Aspetto evidenze. Non sono in grado di confermare nulla. Siamo ancora in attesa di capire, stiamo ricostruendo eventuali passaggi italiani del soggetto in questione. Il problema sono i foreing fighters di ritorno. E’ difficile bloccare il singolo ma la condivisone dei dati a livello europeo può ridurre il rischio». L’attentatore è ancora ricercato e in queste ore le frontiere di Germania e Italia sono assai controllate per evitare che il pericoloso 29enne di origini marocchine possa sfuggire alla morsa della polizia francese e delle altre continentali.

SALVINI: “ARRESTO PER CHI ESULTA ONLINE DELLE MORTI IN UN ATTENTATO”

Esultare per le morti online di un attentato è da infame: in realtà, anche farlo e basta, al netto della “libertà di parola e di pensiero” di cui ognuno gode: quello che però ha voluto dire il Ministro Salvini è ancora più forte, e ovviamente discutibile «l‘arresto immediato di chiunque in queste ore esulta online per le morti di Strasburgo». Il leader della Lega si scaglia, nei primi commenti dopo le notizie giunte dalla Francia sull’attentato terroristico ai mercatini di Natale, contro chi nelle ore immediatamente successive alla sparatoria del ricercato Cherif Chekatt esultava per diversi motivi tra cui il caos contro Macron, la soddisfazione stupida del “l’avevo detto che gli islamici è gente orrenda” ed altre sulla stessa falsa riga. «La nostra polizia postale è all’avanguardia e sta setacciando la rete per cercare gli infami che festeggiano la morte di qualcun altro», ha poi aggiunto il Ministro degli Interni nel primo punto stampa da Israele dove si trova in missione.

MASSIMA SICUREZZA IN ITALIA: “NOSTRA INTELLIGENCE MIGLIORE”

Dopo i fatti di Strasburgo la situazione in Italia «è di massima attenzione da nord a sud per tutti i radicalizzati, terroristi e gli estremisti di ritorno. Occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo: verificare chi entra e chi esce da un Paese. Questo non è un diritto ma un dovere per la difesa del territorio e dei confini», spiega ancora Salvini che si rincuora per l’impegno e la competenza dei servizi di intelligence che dispone il Viminale. «Grazie a Dio le forze di sicurezza e di intelligence italiane sono fra le migliori al mondo, sebbene l’Italia debba continuare a lavorare ancora e meglio sul fronte del contrasto al terrorismo». Non manca però una fracciatina polemica contro chi (diversi esponenti del M5s, Di Maio compreso) nelle scorse ore aveva contestato le parole dello stesso Salvini contro Hezbollah e il suo estremismo islamista: «Le cose però hanno il loro nome e permettetemi di dire che è strano leggere i giornali italiani sui quali qualcuno si stupisce se io chiamo ‘terroristi islamici’ quelli che sono tali. Ridiamo il giusto peso alle parole perché se non si identifica l’avversario, e non dico ‘il nemico’ ma ‘l’avversario’, la partita non si vince».

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