INCENDIO TMB SALARIO/ Ambiente, la dirigente Rosalba Matassa si dimette: cade la prima testa in Campidoglio

Incendio Tmb Salario, è emergenza rifiuti a Roma: sindaco Virginia Raggi aumenta la Tari, “speriamo di poco”, ma il rincaro è già vicino ai 50€ in più

13.12.2018, agg. il 14.12.2018 alle 09:31 - Niccolò Magnani
Virginia Raggi e Ministro Costa
Incendio Tmb Salario, Sindaco Raggi e Ministro Costa (LaPresse, 2018)

A 48 ore dal devastante incendio al Tmb Salario, il deposito di rifiuti dell’Ama che ha tenuto a lungo i romani con il fiato sospeso, cade la prima testa al Campidoglio. E’ quella, come fa sapere l’edizione online de Il Messaggero, della responsabile del dipartimento Ambiente del Campidoglio, Rosalba Matassa, che ieri ha rassegnato le dimissioni. Come spiega lo stesso quotidiano romano, non è ben chiaro se si sia trattato di dimissione spontanee o meno, fatto sta che da mesi il sindaco Virginia Raggi e i suoi più stretti collaboratori stavano meditando sulla permanenza della stessa Matassa, manager esperta di veterinaria che occupava uno dei ruoli più ambiti nell’amministrazione capitolina: «Una scalata a dispetto dei risultati ottenuti – si legge su Il Messaggerodice più d’uno nei corridoi di Palazzo Senatorio». Nel frattempo è intervenuta anche la stessa Raggi, che parlando del noto rogo ha ammesso: «Il Tmb Salario non riaprirà più. L’incendio lo ha reso inutilizzabile e non è economicamente vantaggioso ristrutturarlo. Avevamo già in programma di chiuderlo entro il 2020». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

INCENDIO TMB SALARIO: RINCARA LA TARI A ROMA

Un rincaro dai 30 ai 50 euro a famiglia per la Tari a Roma: è questo il primissimo effetto che la sindaco Virginia Raggi pone come misura immediata per far fronte all’emergenze rifiuti dopo l’incendio che ha completamente devastato il Tmb Salario. «Un rincaro imprescindibile, speriamo di poco» ammette la prima cittadina M5s che non fa cifre ufficiali ma che subito dopo viene “messa in imbarazzo” dai primissimi conti fatti da colleghi della capitale. I 16 milioni di costi in più caricati sul bilancio Ama (la municipalizzata ambientale) farebbero pendere nuovi 50 euro in più nella tassa comunale sulla spazzatura della Capitale: già Roma spende il 32% in più di Milano ed è seconda in Italia per costi solo alla non proprio “perfetta” nella cura dei rifiuti come Napoli. Ora però il rischio di crisi senza fine per Roma e gran parte del Lazio sul fronte spazzatura potrebbe investire il Natale dei romani ben più di quanto si possa immaginare: secondo le stime dell’agenzia per la qualità dei servizi pubblici, riportata da Repubblica, «i rifiuti aumentano e sono destinate a esserlo anche le tariffe. Tanto più con il Tmb fermo e l’affannosa ricerca di siti alternativi, tutti privati e tutti a pagamento. La differenziata cresce appena dell’1% restando lontana dal traguardo della metà del prodotto e si attesta al 45,4%».

INCENDIO TMB SALARIO, LA “RISPOSTA” DELLE REGIONI ALLA RAGGI AUMENTA LA CRISI RIFIUTI

Nel frattempo Ama ha reso noto che i dispositivi antincendio presenti all’interni dell’impianto Tmb di via Salaria «erano e sono pienamente funzionanti. L’impianto antincendio presente all’interno della struttura, infatti, è stato da subito utilizzato, con il supporto del personale aziendale, dagli stessi Vigili del Fuoco intervenuti sul posto non appena scattato l’allarme ed è tuttora regolarmente operativo»: dopo il misterioso rogo che ha messo i ginocchio uno dei siti più funzionanti (e comunque sotto inchiesta per diverse e presunte irregolarità), tanto il sindaco Raggi quanto il Ministro dell’Ambiente Costa avevano chiesto un supporto e un aiuto dalle altre Regioni italiane. Ad oggi però ben poche si sono offerte di farsi carico dei rifiuti della Capitale: «Noi siamo pronti, ancora una volta, a farci carico della situazione a certe condizioni ovviamente parlando di trattamento e non di smaltimento. Ma questo discorso si potrà fare solo a seguito di una richiesta formale, una lettera del Comune o della Raggi. Prima di questo passaggio non ci sono le condizioni», spiega il presidente vicario della giunta regionale dell’Abruzzo, Giovanni Lolli. Lombardia non chiude la porta ma il Presidente Fontana qualche piccolo “sassolino” se lo vuole togliere «E‘ curioso questo appello dopo che ci hanno detto per mesi che siamo degli inquinatori perché usiamo dei termovalorizzatori. E’ curioso, valuteremo». Risposta simile anche dall’Emilia Romagna, mentre la Regione Toscana chiude la porta quasi definitivamente «Privilegiamo il conferimento dei rifiuti toscani: in questa fase non credo che la Toscana possa essere disponibile ad accogliere rifiuti da altre regioni anche perché il principio lo abbiamo messo anche negli atti».

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