Jessica Faoro, ergastolo al tranviere Garlaschi/ L’ultimo biglietto: “Spero faremo qualcosa oltre al dvd…”

- Emanuela Longo

Jessica Faoro, sentenza a carico di Alessandro Garlaschi assassino reo confesso: ergastolo e isolamento diurno, l’ultimo biglietto prima dell’omicidio…

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Jessica Faoro

E’ un profilo a dir poco inquietante quello di Alessandro Garlaschi, il tranviere che il 7 febbraio scorso ha ucciso la 19enne Jessica Faoro con 85 coltellate. Condannato all’ergastolo, l’uomo era letteralmente ossessionato dal sesso: “Spero mi farei felice facendo qualcosa oltre al dvd ma devi fare tutto tu”. Questo l’ultimo bigliettino lasciato dall’uomo alla ragazza prima dell’omicidio: poi l’approccio respinto, la furia omicida che si impossessa di Garlaschi e la fine orrenda riservata alla vittima, che invano ha supplicato fino all’ultimo di essere risparmiata. Come riportato da Quarto Grado, tra i dettagli che destano maggiore impressione rispetto a quanto accaduto nell’appartamento di via Brioschi a Milano, il fatto che poche ore prima di quel macabro omicidio i due erano stati insieme a fare shopping per le vie del capoluogo meneghino. Garlaschi aveva regalato a Jessica le sue lenti in un centro ottico. Le telecamere di sorveglianza fanno notare come l’uomo non perdesse la ragazza di vista neanche un attimo. Una vera e propria ossessione, culminata in un delitto di indicibile violenza. (agg. di Dario D’Angelo)

IL PADRE DI JESSICA, “GARLASCHI HA ABBASSATO LO SGUARDO”

Nel giorno in cui è arrivata, come ci si attende, la condanna all’ergastolo al tranviere Alessandro Garlaschi per l’omicidio cruento di Jessica Faoro, a parlare ancora una volta è il padre che questa volta ha potuto guardare nuovamente in faccia l’assassino di sua figlia dato che nel corso dell’ultima udienza non era stato presente: “L’ho guardato ma lui ha abbasso il suo sguardo: sembrava assente, era in un suo mondo particolare”, spiega il padre di Jessica, ribadendo ai microfoni de La Vita in Diretta quanto detto in altre circostanze, ovvero che il tranviere è andato in aula solo per fare scena, ma anche stavolta non ha espresso nessun sentimento, né tantomeno ha chiesto scusa alla famiglia della vittima. “Ma io Garlaschi voglio conoscerlo per forza” ha detto l’uomo che è intenzionato ad arrivare alla verità e tira in ballo la moglie dell’assassino: “La moglie non è indagata ma è moralmente colpevole: sapeva delle devianze sessuali di Garlaschi ma non hanno mai detto nulla” continua il padre, ricordando come il tranviere fosse già stato denunciato per aver stalkerizzato una collega e da “aggressivo passivo” come lo definisce la difesa, ha avuto ben 97 incidenti alla guida del suo mezzo pubblico. “Spero ora che almeno la sentenza venga presa a modello dal punto di vista giuridico anche se non riavremo Jessica” conclude il papà della ragazza a cui fa eco la moglie. (agg. di R. G. Flore)

IL PAPA’ SULL’ASSASSINO, “NON LO ODIO”

Chi era in aula questa mattina nel Tribunale di Milano lo ha visto benissimo: sguardo freddo, nessun commento né prima né sopratutto dopo la condanna all’ergastolo presa per aver massacrato e ucciso in maniera indegna la 19enne indifesa Jessica Faoro. Alessandro Garlaschi, secondo quanto raccontano i testimoni cronisti in aula, non ha fatto una piega come del resto sottolineato anche dal padre Stefano Faoro subito dopo la sentenza. «Non ha neanche voluto incrociare il mio sguardo, lo ha evitato: ma non lo odio, è omuncolo» continua a ripetere il genitore distrutto da quanto avvenuto contro la figlia 19enne. «Questa sentenza non mi ridarà mia figlia, non mi ridarà un futuro», spiega ancora il papà di Jessica, mentre il fratello Andrea è uscito in lacrime dando un pugno violentissimo contro il muro mentre si stava condannando il tranviere di Via Brioschi. La presenza di Garlashi ha provocato molta tensione anche perché non era prevista (e non l’ha comunicato neanche al suo avvocato): invece di fare dichiarazioni, è rimasto muto, ma la giovane madre di Jessica non ha retto e si è allontanata dal processo, salvo poi ritornare quando è stato riportato a San Vittore il carnefice della sua “bambina”. (agg. di Niccolò Magnani)

“ERGASTOLO E ISOLAMENTO DIURNO”: LA SENTENZA UFFICIALE

Confermata su tutta la linea la previsione alla vigilia della sentenza sul delitto di Jessica Faoro: il gup di Milano ha condannato con rito abbreviato Alessandro Garlaschi all’ergastolo per aver ucciso con 85 coltellate nella sua abitazione di Via Brioschi la giovanissima 19enne, dandole puoi fuoco e cercando di infilare i resti del suo corpo in due borsoni. Condannato all’ergastolo e all’isolamento diurno non solo per l’omicidio ma anche per il vilipendio del cadavere e per la sostituzione di persona quando ha fatto credere a Jessica Faoro che la moglie fosse invece la sorella. Nei prossimi 90 giorni si attenderanno le motivazioni della sentenza, mentre intanto sono stati disposti – secondo quanto riporta Il Giorno – i risarcimenti di 25mila euro ciascuno per il padre e la madre della vittima, 50mila euro per il fratello Andrea e 10mila euro per il Comune di Milano. «Sono felice, di più non si poteva dare, auguro a Garlaschi un felice soggiorno nella sua nuova residenza» commenta sarcastico Stefano Faoro, papà della 19enne stroncata dalla furia di Garlaschi. La mamma Annamaria, in lacrime, «Speravo in questo ergastolo, anche se non mi ridarà indietro mia figlia». (agg. di Niccolò Magnani)

IN ATTESA DELLA SENTENZA

E’ attesa per oggi la sentenza di primo grado per la morte di Jessica Valentina Faoro, giovane 19enne di Milano uccisa con 85 coltellate lo scorso 7 febbraio. Alessandro Garlasci, tranviere 40enne imputato nel processo, rischia l’ergastolo. Del caso se ne occuperà la trasmissione Quarto Grado nel nuovo appuntamento odierno su Rete 4. La 19enne fu massacrata nell’appartamento di via Brioschi, nel capoluogo lombardo, dove era stata ospitata da Garlaschi in cambio di piccolo lavori domestici. L’uomo, di contro, nel periodo in cui la ragazza era presso la sua abitazione era continuamente alla ricerca di rapporti sessuali. Nel corso dell’ultima udienza, Garlaschi ha preferito non essere presente in aula mentre la pm Cristiana Roveda avanzava le sue richieste di condanna al giudice Alessandra Cecchelli. Ergastolo con isolamento diurno in riferimento al secondo reato contestatojessica, ovvero il vilipendio di cadavere per il tentativo – fallito – di distruggere il corpo della 19enne (l’uomo ne bruciò una parte): è stata questa la richiesta della pubblica accusa. Alessandro Garlaschi ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato e questo potrebbe garantirgli un importante sconto di pena in caso di condanna. Nonostante questo, non sarebbe comunque da escludere del tutto un verdetto di ergastolo.

JESSICA FAORO, OGGI LA SENTENZA: ALESSANDRO GARLASCHI CONDANNATO ALL’ERGASTOLO?

Nel corso delle ultime battute del processo sulla morte di Jessica Faoro, l’avvocato difensore di Alessandro Garlaschi, Francesca Santini, ha sostenuto la totale incapacità di intendere e di volere dell’assassino reo confesso al momento dei fatti. Nella precedente udienza, però, il giudice aveva già negato la richiesta di nominare un perito che avrebbe dovuto accertare questa evenienza. In subordine, la difesa dell’imputato ha chiesto il riconoscimento del vizio parziale di mente. L’istanza è giustificata dal risultato di una consulenza di parte che attesta “un disturbo del sé passivo depressivo”. Oltre alla drammaticità del delitto a scapito di una giovanissima vittima, alla base dell’intera vicenda resta la difficile situazione in cui viveva Jessica. “Qui troppe persone sapevano e non hanno fatto nulla”, aveva commentato nelle passate settimane il legale difensore di Garlaschi ricordando come la ragazza non fosse più seguita dai servizi sociali dopo il compimento della maggiore età, nonostante i vari problemi personali. Da parte di Garlaschi, come riporta Il Giorno, era emerso un aspetto fino a pochi giorni fa ignoto: l’uomo avrebbe inviato diverse lettere alla famiglia della giovane vittima ma in nessuna di essere era contenuto un minimo pentimento.

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