Terrorismo, fermato somalo a Bari: aveva foto Vaticano in chat/ Ultime notizie: indagini su altre persone

- Silvana Palazzo

Terrorismo, fermato 20enne somalo a Bari: aveva foto Vaticano in chat. Ultime notizie: indagini in corso su altre persone

'Ndrangheta al nord
Lapresse

Il giovane somalo di 20 anni fermato a Bari due giorni fa per terrorismo condivideva in chat foto del Vaticano. Questo è uno dei dettagli dell’inchiesta che hanno insospettito gli inquirenti e li ha spinti ad eseguire il fermo d’urgenza. Disoccupato e residente da tempo a Bari, il 20enne somalo avrebbe raccolto foto, video e documenti di alcuni luoghi, possibili bersagli di attacchi. Inoltre, lo avrebbe condiviso anche in chat, comprese le recenti foto del Vaticano che aveva scaricato da internet. L’attenzione degli inquirenti riguarda anche altre persone su cui le indagini sono tuttora in corso. All’indomani dell’attentato di Strasburgo, la Dda e la Digos hanno notato una più intensa attività in rete da parte del somalo e quindi hanno deciso di intervenire e bloccarlo. Come riportato da Tgcom24, temevano gesti emulativi: il giovane tra l’altro aveva già preparato la valigia per scappare da Bari.

FERMATO SOMALO A BARI: AVEVA FOTO VATICANO IN CHAT

Il 20enne somalo è stato fermato due giorni fa a Bari dalla Digos della Questura di Bari su disposizione della Dda per i reati di associazione con finalità al terrorismo anche internazionale, istigazione a commettere reati di terrorismo e pubblica apologia di reati di terrorismo. Parlava del Vaticano in chat mostrando foto in tema. Dalle intercettazioni telefoniche e telematiche, stando a quanto riportato da Tgcom24, hanno permesso agli investigatori dell’antiterrorismo di Bari, coordinati dal pm Giuseppe Maralfa, di raccogliere materiale, foto, video e documenti, riconducibili all’ideologia jihadista legata all’estremismo islamico, e in parte relativi a immagini di luoghi possibili bersagli di attacchi. Durante l’udienza di convalida del fermo che si è tenuta oggi nel carcere di Bari, il somalo ha risposto per circa due ore alle domande del gip Maria Teresa Romita e del pm Giuseppe Maralfa. Il giovane, riporta il Fatto Quotidiano, si sarebbe difeso negando l’imminente fuga e respingendo le accuse relative alla detenzione di materiale sospetto. Ha però ammesso il possesso di quei documenti spiegando le sue ragioni. Di Italia e allerta terrorismo abbiamo parlato con l’esperto Stefano Piazza.



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