Laurea ad honorem al cane/ Il ‘tutor’ che abbaia: aiutò una ragazza disabile ad andare in Università

Laurea ad honorem per il cane-tutor che aiutò la ragazza disabile ad andare in Università e conseguire il master: la storia “pol.corr” e uno spunto critico

18.12.2018 - Niccolò Magnani
Il cane laureato
La laurea ad honorem per il cane-tutor (Foto Facebook, 2018)

Quando l’incredibile genio umano di unire un progetto rieducativo con l’addestramento di un cane per fini terapeutici e medici, fino a fornire una assistenza a chi non può compiere anche le più semplici azioni quotidiane, viene “ridotto” con una laurea ad honorem non all’inventore del progetto “Paws4prisons” nel West Virginia, bensì al quadrupede abbaiante. Un golden retriever di nome Griffin diviene il protagonista della storia anche commovente di Brittany Hawley, 25enne disabile costretta in sedia a rotelle per dolori cronici: non può muoversi da sola, non può banalmente accendere le luci o prendere il computer o qualsiasi altra azione che implichi l’alzarsi da una sedia per compiere un semplice gesto. Il cane Griffin faceva tutto questo, addestrato dal programma “Paws4prisons” che insegna ai detenuti delle prigioni nella West Virginia l’addestramento e poi il collocamento dei cani per assistere persone come Brittany.

LA LAUREA AL GOLDEN RETRIEVER

«Griffin ha dimostrato uno sforzo straordinario, un impegno costante e una dedizione totale per il benessere e il successo degli studenti»: questa la motivazione con cui la Clarkson University di New York ha conferito la laurea ad honorem per il “tutor che abbaia” meritevole di aver aiutato la sua “cliente” nell’andare in università e nel prepararsi verso la sua laurea in terapia occupazionale, ottenuta mesi fa. I media Usa ma non solo, fino anche ai nostri confini, tutti a commuoversi per l’incredibile dedizione del cane Griffin e per la «vicinanza e il conforto che le offre ogni giorno». Dunque, invece che dare un premio e un merito pieno a chi ha inventato un particolare e utilissimo progetto rieducativo-terapeutico, si è optato per la scelta più “politically correct”, della serie «sono meglio certi cani rispetto a tanti altri uomini…» che van per la maggiore nei giorni di oggi. Brittany, va detto, era contentissima di questa “premiazione” per il suo Griffin e forse questo è l’unico motivo per cui alla fine qualcosa si può “salvare” dell’immenso mare magnum zuccheroso e “benevolo” con gli amici animali. La laurea al golden retriever? Simpatica, ma forse era meglio darla a chi ha inventato il «Paws4prisons»..



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