Alghero, uccide la moglie e si costituisce/ “L’ho strangolata con le mie mani”, la coppia si stava separando

Alghero, uccide la moglie e si costituisce: strangolata in casa dopo una lite. La coppia si stava separando, vittima si era rivolta a centro antiviolenza

24.12.2018 - Emanuela Longo
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Una volante dei Carabinieri (Pixabay, 2018)

Ancora un drammatico femminicidio scuote la cronaca italiana in questo questa giornata di Vigilia di Natale. Ad Alghero, un uomo di 42 anni, Marcello Tilloca, ha ucciso la moglie Michela Fiori, 40 anni, per poi costituirsi subito dopo. I fatti, come racconta La Nuova Sardegna online, si sono svolti ieri ad Alghero quando intorno alle 19.00 l’uomo chiama il suo avvocato, Stefano Carboni, confessandogli di aver ucciso la moglie e chiedendo aiuto. “Avvocato, ho ucciso Michela, mia moglie”, avrebbe detto Tilloca, prima di raggiungere il legale e rendergli nota la sua volontà di costituirsi. E così, nella serata di ieri il 42enne si è recato in caserma dove davanti ai carabinieri ed al magistrato Mario Leo ha confessato quanto fatto nelle precedenti ore: “Ci stavamo separando, abbiamo discusso, l’ho strangolata con le mie mani”. Un racconto crudo che lascia pochissimo spazio all’immaginazione e che arriva a distanza di poche ore da un altro femminicidio, consumatosi a Catanzaro, dove un uomo ha ucciso la sua ex fidanzata e l’attuale compagno a colpi di arma da fuoco.

UCCIDE MOGLIE E SI COSTITUISCE: VITTIMA SI ERA RIVOLTA A CENTRO ANTIVIOLENZA

Michela Fiori, la 40enne uccisa ieri dal marito, è morta in casa, nell’abitazione in cui la coppia viveva insieme ai figli di 11 e 13 anni, nel quartiere di Sant’Agostino. La vittima era dipendente di una cooperativa che cura l’assistenza domiciliare per conto dei Servizi sociali del Comune di Alghero. Dalle indiscrezioni pare che solo pochi giorni prima si fosse rivolta ad un centro antiviolenza per raccontare i maltrattamenti subiti dal marito dal quale si stava separando. Gli stessi maltrattamenti, anche psicologici, erano contenuti in una denuncia che la donna aveva presentato a novembre presso il commissariato di polizia ma per tentata estorsione: a quanto pare l’uomo aveva rubato il cellulare a uno dei figli per poi chiedere un riscatto di 300 euro alla moglie ignara del fatto che dietro quella vicenda ci fosse proprio il marito. L’uomo, reo confesso, svolgeva lavoretti saltuari per sopravvivere e ultimamente era caduto nel tunnel del gioco d’azzardo. I vicini di casa della coppia, dopo la notizia hanno espresso enorme turbamento così come il sindaco Mario Bruno che ha commentato: “Non siamo abituati a questa ferocia”.



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