Tria, audizione sulla Manovra/ “Ridotta la spesa ma non gli investimenti, Reddito di Cittadinanza ad aprile”

Tria, audizione sulla Manovra. Il Ministro dell’Economia: “Ridotta la spesa ma non gli investimenti, Reddito di Cittadinanza ad aprile”.

27.12.2018 - Fabio Belli
Conte, Tria e Giorgetti
Conte, Tria e Giorgetti al Senato (LaPresse, 2018)

Audizione del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in Commissione Bilancio. La Manovra Economica ai raggi X, secondo il Ministro nonostante i numeri inferiori che porteranno a un calo degli investimenti, non saranno intaccati i due provvedimenti principali messi in cantiere dal Governo Gialloverde, le pensioni a quota 100 con superamento della Legge Fornero e il via libera al Reddito di Cittadinanza, che dovrebbe partire con le prime corresponsioni ad aprile. Secondo Tria l’accordo con l’UE è stato un successo per il Governo: “E’ stato raggiunto il miglior risultato possibile sia dal punto di vista economico finanziario che politico, un risultato che conferma gli obiettivi fondamentali di riforma e politica economica del governo e li riconduce ad un livello di deficit più basso di quello preventivato. Soprattutto è stato evitato l’avvio, che sarebbe stato disastroso, di una procedura sul debito.

PORTATA REDDITO DI CITTADINANZA NON DIMINUIRA’

Secondo il Ministro Tria, la misura del Reddito di Cittadinanza non cambierà, né sarà in discussione il suo riconoscimento, alle cifre già stabilite nel programma di Governo. “La portata del reddito di cittadinanza non cambia, lo stanziamento necessario è stato rivisto al ribasso senza modificarne minimamente la portata, sulla base del differimento della misura e dell’affinamento delle stime circa il numero effettivo di richiedenti, lasciando invariata la platea potenziale. I dettagli saranno inseriti in un decreto che verrà emanato a inizio anno, ma restano inalterati platea e entità massima.” Dunque il Reddito di Cittadinanza potrebbe arrivare al suo massimo a 780 euro mensili, per un provvedimento che dovrebbe riguardare circa 6 milioni di italiani. Rispetto alle previsioni iniziali, dovrebbe slittare il momento in cui arriverà di fatto nelle tasche degli italiani, ma non di molto: si parla di aprile 2019.

SCONTRO CON L’OPPOSIZIONE

Su quota 100 e il superamento della Legge Fornero, Tria ha spiegato come, “Con 62 anni di età e 38 di contributi si potrà andare in pensione senza riduzioni dell’assegno. La riduzione degli oneri non incide sulla portata della misura ed è da ricondurre solo ad accorgimenti, come ad esempio il divieto di cumulo e il preavviso di 9 mesi per i dipendenti pubblici.” Da segnalare anche un duro scontro con le opposizioni durante le audizioni, con lamentele levatesi dai banchi del Partito Democratico che hanno scatenato la dura risposta di Tria: “Mi avete massacrato per un’ora, potrò rispondere o no?” Il presidente Claudio Borghi ha dovuto richiamare più volte i parlamentari di maggioranza e opposizione che a margine della discussione hanno messo in atto un duro botta e risposta.

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