BIMBA LASCIATA IN AUTO E MORTA: CHIESTA ARCHIVIAZIONE PER IL PADRE/ Pisa ultime notizie, colpa di un black out

Pisa, bimba morta in auto: chiesta archiviazione per il padre. Accusa e difesa concordano, non ci fu respoinsabilità colposa, colpa di un “black out” improvviso

28.12.2018, agg. alle 20:55 - Emanuela Longo
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Immagine di repertorio (Pixabay)

Sarebbe da attribuire ad un “black out” quanto avvenuto al 44enne Daniele Carli, ingegnere alla Continental e all’interno del PD di Pisa che lo scorso maggio dimenticò la figlioletta di appena un anno in auto, lasciandola così per ore sotto il sole e provocandole la morte. L’uomo entrò in uno stato di choc tale da dichiararsi l’assassino della figlia ma nonostante questo, ora accusa e difesa concordano nell’assenza di responsabilità colpose presso l’uomo, per il quale la procura ha chiesto l’archiviazione della sua posizione. L’amnesia dissociativa transitoria che lo avrebbe colpito quel giorno, facendogli dimenticare la piccola nel parcheggio poco distante dal luogo del lavoro avrebbe causato in lui il black out risultato poi fatale alla stessa bambina. Conclusioni identiche alle quali sono giunti anche i consulenti della difesa, in qualche modo scagionando l’ingegnere dalle pesanti accuse. Non basterà certamente questo ad alleviare un dolore troppo grande che il 44enne continuerà a portarsi dietro per tutta la vita. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

PROCURA CHIEDE ARCHIVIAZIONE PER IL PADRE

Era lo scorso 18 maggio quando Giorgia, piccola bimba di un anno, morì in auto dopo essere stata dimenticata dal padre Daniele Carli, 44 anni, in un parcheggio nei pressi dello stabilimento in cui lavorava come ingegnere. Per il padre della bambina, nella giornata di oggi la procura di Pisa ha chiesto l’archiviazione. Secondo quanto reso noto dal quotidiano Repubblica – che riprende quanto pubblicato in mattinata dai colleghi de Il Tirreno -, il pm Giancarlo Dominijanni ha già trasmesso la richiesta all’ufficio del gip del tribunale di Pisa. Secondo quanto emerso dalle consulenze di accusa e difesa, entrambe sarebbero concordi nello stabilire l’assenza di comportamenti colposi da parte dell’uomo. Già Alessandro Meluzzi, consulente della Procura, aveva escluso la causa di punibilità per il 44enne. A sua detta, l’ingegnere e padre della bimba morta in auto fu colto da una amnesia dissociativa transitoria, una sorta di black out che gli avrebbe fatto dimenticare la piccola Giorgia in auto quando invece l’avrebbe dovuta accompagnare al nido. Le medesime conclusioni sono quelle rese note anche dalla difesa.

BIMBA MORTA IN AUTO: IL DRAMMA LO SCORSO MAGGIO

La bimba di appena un anno rimase per ore – l’intera mattina e parte del pomeriggio – in auto, dove poi morì, dimenticata dal padre nel parcheggio poco distante dal suo posto di lavoro. Daniele Carli, ingegnere 44enne, avrebbe dovuto accompagnarla al nido in quanto la madre era rimasta a casa con l’altra figlia che stava poco bene. Qualcosa però accadde nella sua testa al punto da dimenticarsi totalmente della presenza della figlioletta. L’allarme fu dato solo intorno alle 16.00 ma quando i soccorritori giunsero sul posto per la bimba non c’era più nulla da fare. Il padre, appresa la notizia cadde in uno stato di comprensibile choc. La morte della bambina colpì molto l’intera comunità di Pisa, a partire dal sindaco Marco Filippeschi che aveva commentato: “La città è piegata in due dal dolore”. Il primo cittadino aveva definito il padre “un ragazzo splendido e generoso, l’ultima persona a cui si possa pensare succeda una cosa del genere”.

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