Giulio Regeni, Egitto respinge indagine italiana su 007/ Ultime notizie, vertici forze dell’ordine nel mirino

- Emanuela Longo

Giulio Regeni, l’Egitto respinge l’indagine italiana sugli agenti 007: la stessa cosa era accaduta anche un anno fa, la procura di Roma punta sui vertici delle forze dell’ordine egiziani

Giulio Regeni
Giulio Regeni

Il caso sulla morte di Giulio Regeni, ha da tempo aperto ad un vero e proprio scontro di natura politica e diplomatica tra l’Italia e l’Egitto. Scontro che ora rischia di trasformarsi anche di natura giudiziaria dopo le ultime novità rivelate da una fonte egiziana all’agenzia Mena e ripresa dal Messaggero. L’Egitto, in sintesi, avrebbe respinto la decisione della procura di Roma di iscrivere nel registro degli indagati alcuni agenti dei servizi segreti egiziani. Durante l’ultimo incontro al Cairo era già emersa la decisione dell’Italia di puntare l’indagine sugli 007 ma è successo esattamente quanto accaduto già in passato, nel dicembre di un anno fa, quando l’Egitto rifiutò l’indagine motivandola con l’assenza di un registro degli indagati nel Paese. La medesima fonte ha spiegato come gli inquirenti abbiano piuttosto insistito nell’invitare i colleghi italiani ad indagare sul visto di Regeni: nonostante fosse un ricercatore, il giovane sarebbe stato in possesso di un visto turistico e non per studenti.

GIULIO REGENI, INDAGINE ITALIANA SU VERTICI FORZE DELL’ORDINE EGIZIANI

La Procura di Roma che indaga sulla morte del giovane italiano Giulio Regeni, trovato senza vita in Egitto il 3 febbraio di due anni fa, ha puntato l’attenzione in particolare su una decina di persone. L’iscrizione nel registro degli indagati di almeno sette persone, tra cui agenti 007 appare ormai imminente sebbene dall’Egitto sia giunto un nuovo stop. Come spiega Il Messaggero, l’attenzione dell’indagine italiana sarebbe concentrata anche su alcuni vertici delle forze dell’ordine locali che avrebbero messo “sotto controllo” il ricercatore già dal dicembre 2015 come emerso da una serie di accertamenti che comprendono anche le registrazioni video di un incontro tra il sindacalista Mohamed Abdallah e Giulio Regeni del successivo 7 gennaio. Le indagini avrebbero fatto emergere i nomi di funzionari dei servizi e della polizia investigativa cairota. Inoltre pare che l’apparecchiatura per la video registrazione sia stata fornita dai servizi segreti ad Abdallah e che gli stessi 007 nelle settimane precedenti avessero tentato di ottenere da un coinquilino di Regeni e il portiere dello stabile in cui il giovane viveva al Cairo la copia del suo passaporto. Nei giorni scorsi il presidente della Camera Fico si era espresso duramente in merito al rapporto con il Parlamento egizianoregeni che aveva a sua volta replicato ritenendo la decisione di sospendere le relazioni “ingiustificata”.



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