BABBO NATALE DENUNCIATO/ Da un bambino di 9 anni: così ì desideri diventano diritti

Un bambino tedesco ha denunciato Babbo Natale alla polizia perché non gli ha portato i regali desiderati. Siamo tutti figli di babbi diversi

30.12.2018 - Marcella Manghi
Un giovane iracheno vestito da Babbo Natale distribuisce regali nella città vecchia di Mosul (LaPresse)

La news è spillata direttamente dalla Germania: un bambino tedesco di 9 anni ha chiamato la polizia appena dopo aver scoperto di non avere ricevuto i regali chiesti nella tradizionale letterina; voleva denunciare Babbo Natale. La notizia è di qualche giorno fa, ma certi accadimenti bisogna farli raffreddare bene prima di prenderli in mano, un po’ come due belle bionde Weiss che metti in frigo.

Mio marito, sensibile al concetto di paternità ha commentato: “C’è chi chiama i soccorsi per un giocattolo e chi non li chiama per una violenza: figli di culture diverse, di ‘babbi’ diversi”. Io ho provato a spostare la questione sul piano personale. “Giocattolo… Non è questione dell’oggetto. In ballo qui ci sono i desideri! Ma rendiamoci conto: questo bambino pretende il rispetto della sua volontà; proprio… come se un desiderio fosse un atto dovuto. Dovuto e perseguibile per legge, peraltro. Tipo l’Agenzia delle entrate se non pago la tassa sui rifiuti”. Lì mi sono fermata perché ho dovuto fare i conti con lo scrupolo di averla effettivamente pagata e allora il marito ha ripreso parola. “Certo che poi dicono a noi milanesi: lavoro-guadagno-spendo-pretendo. I tedeschi, allora? studio-gioco-chiedo-pretendo. Tutto il mondo è paese” ha concluso.

Passava dal soggiorno un figlio: “Ma perché si è rivolto alla polizia anziché ai genitori? D’accordo, gli hanno ucciso un desiderio. A quel punto: o voleva che il Babbo venisse punito o voleva ottenere il gioco desiderato e non sapeva a chi altro chiedere. Un po’ come quando sei dentro a un videogioco e usi cinque delle monete a disposizione per avere l’aiuto. Piuttosto che darle ai genitori, avrà chiamato la polizia. Questo mi è chiaro. Quel che non capisco bene è: posso chiamare anche io il 113, visto che a pranzo ho chiesto maccheroni pasticciati e tu mi invece mi hai propinato quel brodo ai sette legumi?”.   

“Tu passi troppo tempo ai videogiochi. E ringrazia della minestra. Comunque. E’ una questione di autorità, si va a cercare la polizia e non ci si affida più all’autorità del genitore!”. Pensavo di chiudere così e invece è arrivato anche il figlio grande: “Fortuna che i genitori gli hanno insegnato a credere a Babbo Natale. Altrimenti, avrebbe chiamato la polizia per denunciare mamma e papà. Sarebbe stato peggio”. Effettivamente, devo concludere, non c’è mai limite al peggio.

Giorni fa avevo letto che – sempre in Germania – quest’anno s’è faticato moltissimo a reperire babbi natali che prestassero servizio in giro per la città. Nonostante la buona retribuzione, oggi per i giovani non vale più la pena d’infilarsi nella calzamaglia di Santa Claus: troppo freddo da un lato, troppe limitazioni dall’altro (ai babbi in servizio non è consentito cellulare, alcol o fumo). Adesso si aggiunge anche il rischio di essere denunciati.

Per questo anno è andata; magari l’anno prossimo, si travestirà a pagamento qualche papà: genitore fuori servizio che preferisce arrotondare così, piuttosto che passare la notte di Natale al commissariato di polizia.

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