“Il Vaticano è diventato una Chernobyl teologica”/ Usa, il sacerdote che difende la pena di morte

Un sacerdote americano attacca il papa sulla pena di morte

30.12.2018 - Paolo Vites
Papa Francesco (LaPresse)

Scrittore, editorialista, presentatore radio, padre George Rutler è un sacerdote della diocesi di New York molto noto. Ed è schierato ardentemente tra coloro che, in America sono tanti, considerano papa Francesco un traditore della teologia e della tradizione cattoliche. Commentando le parole dette da Bergoglio alla Commissione internazionale contro la pena di morte sulla rivista Catholic World Report, non ha esitato a scrivere citando una serie di dichiarazioni e atti di Papa Francesco, tra cui appunto  le recenti dichiarazioni  sulla pena di morte, che “il più alto ufficio della Chiesa perde valore quando i suoi obblighi verso gli insegnamenti perenni dei padri sono trascurati, e anche i fedeli lo sono. C’è un grosso rischio quando viene offerta confusione e superficialità al posto del pensiero sistematico”. La solita accusa di tradire le tradizioni secolari della Chiesa, che di fatto non esistono in quanto la Chiesa, per definizione stessa, è un organismo in continuo progredire e cambiamento. Per padre Rutler il Vaticano “è diventato una Chernobyl teologica, siamo in un territorio pericoloso”.

GLI ATTACCHI A PAPA FRANCESCO

Aggiungendo che “La qualità del ragionamento e l’informazione dei fatti (da parte del papa e del vaticano, ndr) sono così fugaci, che la frustrazione si trasforma in puro imbarazzo”, ha scritto. Una posizione rabbiosamente tradizionalista, quella che di fatto porta alla rovina la Chiesa, quella del sacerdote, ogni volta che la Chiesa stessa viene rinchiusa in una serie di dogmi secolari con catene pesanti, senza essere capace di vedere i cambiamenti del mondo e la crescita della fede stessa, diventando quindi incapace di comunicare con esso. In particolare il sacerdote non accetta l’idea dell’abolizione totale della pena di morte, da buon americano. A lui fa eco il sito tradizionalista conservatore Lifesitenews, che riporta le parole del sacerdote, arrivando a dire che “Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino, insieme a Papa Pio XII, consideravano la pena capitale come legittima per proteggere il pubblico dal pericolo immediato e come punizione per gravi crimini, in linea con la tradizione cattolica. Anche la pena di morte è presentata come legittima sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento della Bibbia”. Posizioni queste di fatto scismatiche che porteranno alla rovina della Chiesa, non certo per responsabilità di papa Francesco, espressione più alta della misericordia e dell’intelligenza del vero cristiano.



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