Breaking Bad a Bergamo: crede di morire e diventa spacciatore/ “Volevo pagarmi funerale e lasciare eredità”

Come Breaking Bad: 61enne di Bergamo scopre di essere malato e spaccia. “Volevo pagarmi funerale e lasciare eredità ai parenti”, ha raccontato al giudice

04.12.2018 - Silvana Palazzo
breaking-bad-walter-white_R439
Bryan Cranston nei panni di Walter White, il protagonista di Breaking Bad

Gli avevano diagnosticato una brutta malattia, da cui rischiava di non guarire, e allora ha deciso di spacciare per mettere soldi da parte da lasciare in eredità alla sua famiglia. Sì, è una vicenda che inevitabilmente rievoca la famosa serie tv americana Breaking Bad. Ed è successo davvero, a Rovetta, alle porte di Bergamo. Il 61enne, un pensionato incensurato, si è improvvisato pusher e ha cominciato a spacciare, ma la sua attività è durata qualche settimana. Ad interromperla sono stati i carabinieri di Clusone, indirizzati da una soffiata. L’uomo è stato quindi fermato e trovato in possesso di diverse dosi di cocaina. Come riportato da La Repubblica, sono state trovate altre dosi durante la perquisizione della casa e della vicina legnaia. Il 61enne aveva con sé in tutto una quindicina di grammi di droga e quasi duemila euro. L’uomo è stato processato per direttissima: ai giudici ha spiegato la sua situazione. I soldi dello spaccio sarebbero serviti, oltre all’eredità, anche per pagarsi il funerale.

COME BREAKING BAD: CREDE DI MORIRE E SPACCIA

In aula il 61enne ha affermato di aver intrapreso la carriera di spacciatore per lasciare dei soldi ai parenti per eredità e funerale. La sua attività è durata solo qualche settimana, domenica infatti lo hanno beccato. «Ho iniziato a spacciare perché, dopo che mi era stata diagnosticata una brutta malattia, temevo di morire e non volevo lasciare i miei parenti senza soldi – ha raccontato l’uomo in aula, come riportato da Il Giorno -. Il denaro guadagnato con la vendita della cocaina sarebbe servito anche a pagare le spese del mio funerale». In realtà poi si è scoperto che la malattia che era stata diagnosticata al pensionato 61enne era curabile, per sua fortuna. L’arresto comunque è stato convalidato dal giudice Alessandra Chiavegatti, ma l’uomo è stato liberato in attesa della sentenza. Il processo, su richiesta del difensore del 61enne, l’avvocato Fabrizio Manzari, è stato rinviato al 18 gennaio per la sentenza.



© RIPRODUZIONE RISERVATA