Gianluigi Ramponi, morto imprenditore precipitato da tetto/ Ultime notizie: troppo gravi le ferite riportate

Tragedia a Mornico al Serio, in provincia di Bergamo: è morto l’imprenditore precipitato sabato da tetto del suo capannone, troppo gravi le ferite riportate

04.12.2018 - Silvana Palazzo
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Ospedale (Pixabay)

L’imprenditore precipitato sabato pomeriggio dal tetto di un capannone di Mornico al Serio, in provincia di Bergamo, è morto. Le condizioni di Gianluigi Ramponi, 74enne di Cologne, erano apparse subito molto gravi. Trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è deceduto nella notte tra lunedì e martedì. Inutili si sono rivelate le cure dei medici: il cuore dell’imprenditore ha cessato di battere nella notte. Come riportato dal Corriere della Sera, Ramponi era salito sul tetto del capannone per controllare una infiltrazione, ma la copertura ha ceduto ed è caduto dal lucernario del capannone nel vuoto, da un’altezza di circa dieci metri. Era in pensione, ma quel sabato si è recato nel suo capannone per fare dei controlli, poi la tragedia. La comunità di Mornico al Serio si stringe ora attorno alla famiglia dell’imprenditore dopo ore di preghiere e speranza.

MORTO IMPRENDITORE PRECIPITATO DA TETTO

Gianluigi Ramponi era imprenditore e ingegnere, nonché ex presidente della Pallamano. Sabato si era recato nel suo capannone di Mornico al Serio, in provincia di Bergamo, per fare dei controlli. Come riportato da Brescia Settegiorni, era salito sul tetto di copertura per controllare le infiltrazioni di acqua, ma è rovinato al suolo procurandosi diverse fratture. Con lui c’era un amico che ha chiamato subito i soccorsi. Era arrivato con lui per controllare il tetto, ma ad un certo punto non lo ha più visto e quindi ha capito che era successo qualcosa. Ricoverato d’urgenza al Papa Giovanni XXIII, dove era arrivato in codice rosso, era stato sottoposto a diversi interventi chirurgici nelle ultime ore ed era ricoverato in rianimazione. Ma le ferite riportate dall’imprenditore in pensione erano troppo gravi e il colognese alla fine non ce l’ha fatta.



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