Heinrich Oberleiter chiede la grazia/ L’ex terrorista condannato a 2 ergastoli si rivolge al Quirinale

Heinrich Oberleiter chiede la grazia. L’ex terrorista altoatesino, condannato a 2 ergastoli, si rivolge al capo dello stato

04.12.2018, agg. il 14.12.2018 alle 12:53 - Davide Giancristofaro Alberti
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Il Quirinale (LaPresse)

L’ex terrorista Heinrich Oberleiter, ha chiesto la grazia al presidente della repubblica. Come riferito poco fa dall’agenzia Ansa e dal Corriere della Sera, citando il Giornale di Brescia, il 77enne altoatesino si è rivolto al capo dello stato per poter porre fine alla sua latitanza dall’Italia. Oberleiter era stato condannato a due ergastoli a seguito dell’attentato sul treno Brennero Express del 1964. La condanna era arrivata dieci anni dopo, nel 1974, da parte del tribunale di Brescia, ed ora spetterà alla stessa procura bresciana dare il proprio parere al Quirinale in merito a tale richiesta di grazia. Nel 2014 l’ex terrorista scrisse un messaggio poi letto al cimitero di Appiano durante la giornata per la commemorazione dei 50 anni dalla morte di Sepp Kerschbaumer: «Oggi ci sono altre vie – il messaggio letto da un ragazzo – diverse da quella della violenza, per battersi per la riunificazione del Tirolo». La lettera proseguiva: «Non eravamo né di destra né di sinistra, ma semplicemente spinti dall’amore per la heimat. Sono comunque fiero di quello che in questi 50 anni è stato raggiunto, anche se resta la ferita dei toponimi e monumenti fascisti».

OBERLEITER CHIEDE LA GRAZIA

Oberleiter faceva parte del gruppo denominato i “bravi ragazzi della valle Aurina”, composto da Siegfried Steger, Heinrich Oberlechner e Sepp Forer. I quattro vennero accusati di una lunga serie di attentati compiuti negli anni ’60 in Alto Adige, bombe fatte esplodere a Brunico contro bar, alberghi e la sede del dopolavoro ferroviario, ma anche manomissioni dei tralicci dell’alta tensione. Il gruppo fu condannato in contumacia, ma rimase sempre fuori dai confini nazionali, con Oberleiter che si rifugiò in particolare in Austria, nazione che non concesse mai l’estradizione. Assieme ai quattro, vennero condannati dai tribunali italiani anche David Oberhollenzer (26 anni e 10 mesi); a 28 anni e 3 mesi Hans Auer, e infine, 13 anni e 4 mesi Franz Ebner e August Plaikner.



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