MATTEO PIREDDU, SCOMPARSO A CAPOTERRA/ La famiglia del 30enne in ansia: “Viveva un momento difficile”

Matteo Pireddu, scomparso a Capoterra: l’apprensione dei genitori del 30enne che attraversava un momento difficile. Il padre non si dà pace, erano insieme.

04.12.2018 - Dario D'Angelo
Matteo Pireddu, foto da Facebook

Sono ore di grande apprensione per la famiglia di Matteo Pireddu, il 30enne scomparso sabato mattina dalla sua casa a Capoterra senza lasciare traccia. Le ricerche proseguono senza esito da giorni, ma l’ansia dei familiari è dettata soprattutto dalla fragilità dell’uomo, alle prese con un momento non facile. Come riportato da L’Unione Sarda, il rapporto tra Matteo e la fidanzata, dalla quale ha avuto una bambina, si è interrotto. A questo dolore si sono aggiunti anche i sintomi di un malessere che avevano portato il 30enne a sottoporsi alle cure di uno specialista. Stando al racconto dei genitori di Matteo, le cose nell’ultimo periodo stavano migliorando, ma evidentemente non abbastanza da scongiurare un allontanamento in ogni caso inatteso. I genitori di Matteo hanno lanciato un appello, rinnovato oggi anche dall’edizione mattutina di Chi l’ha visto?, affinché chiunque veda loro figlio si metta in contatto con loro o con le forze dell’ordine.

MATTEO PIREDDU, IL PADRE: “MI SONO VOLTATO UN ATTIMO E…”

Il papà di Matteo Pireddu, Pino, non si dà pace dopo la scomparsa del figlio. Intervistato da L’Unione Sarda, l’uomo ha raccontato che il ragazzo si è allontanato proprio mentre era insieme a lui: “Sabato abbiamo trascorso la mattinata assieme, eravamo a casa, stava scaricando la spesa dalla macchina. Mi sono voltato un attimo, e quando mi sono rigirato non c’era più. Dieci minuti dopo ho provato a chiamarlo sul telefonino, ma squillava a vuoto. Abbiamo provato a rintracciarlo fino a domenica sera, ma il cellulare è risultato spento“. Il padre non riesce a capire cosa possa avere spinto il suo Matteo a compiere un gesto del genere:”Non so cosa posa averlo spinto a far perdere le sue tracce ma da quando stava vedendo lo psicologo sembrava più tranquillo, quelle sedute gli stavano restituendo la serenità che sembrava aver perduto. In questo periodo stavamo lavorando nella costruzione e nel montaggio dei pannelli fotovoltaici, e questa occupazione gli piaceva. Da tre giorni viviamo nell’angoscia: ci auguriamo che Matteo torni a casa prima possibile”.



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