Tav, Ue: “Italia rischia di dover rimborsare fondi già erogati”/ Torino, sabato in piazza anche gilet gialli

Tav, Ue: “Italia rischia di dover rimborsare fondi già erogati”. Ultime notizie Torino, sabato in piazza anche una delegazione dei gilet gialli

06.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
M5s, Conte e Di Maio (Facebook)

Martedì il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha annunciato il rinvio dei bandi al 2019, oggi l’Unione Europea prende posizione sulla Tav e invia un segnale chiaro al premier Giuseppe Conte: «L’Italia rischia di dover rimborsare i fondi già erogati per la Torino-Lione». E il monito è pesante, date le cifre: come riporta Repubblica, la cifra da restituire sfiorerebbe gli 1,7 miliardi di euro, 871 milioni versati da Bruxelles per i sondaggi già eseguiti e altri 814 per la prima fase dell’opera. Pochi minuti fa è giunta la replica su Twitter del ministro in quota Movimento 5 Stelle: «Come detto di persona alla Commissaria Violeta Bulc, su Tav, l’Ue non si preoccupi. Tutto l’iter sarà gestito in condivisione con la Francia e nel rispetto del contratto di governo. Non verranno sprecati soldi pubblici e, anzi, saranno utilizzati al meglio per il bene dei cittadini».

CORTEO NO TAV A TORINO, PRESENTI GILET GIALLI

Due giorni fa Confindustria, assieme ad altre associazioni di categoria e di imprese, ha chiesto al M5s di fare diversi passi indietro rispetto alla loro volontà di “stoppare” le grandi opere, con Matteo Salvini che ha ribadito questa mattina di «tifare per la Tav: aspettiamo l’esame finale dei tecnici ma l’Italia ha bisogno di più infrastrutture, non di meno infrastrutture. E’ in corso una valutazione costi-benifici, la posizione della Lega è sempre a favore della crescita, per andare avanti e non tornare indietro». E sabato le due fazioni si riuniranno a Torino, sia coloro che sono a favore che coloro che sono contro la Torino-Lione. E c’è di più: come riporta Aska News, al corte No Tav sarà presente anche «una mini delegazione di gilet gialli dalla Francia». Alberto Perino ha spiegato: «Non sono facinorosi, ma una decina di amministratori locali di alcuni paesi francesi della Murienne che aderiscono al movimento dei gilet gialli e che sono preoccupati per il futuro delle loro valli, coinvolte dal cantiere per la Torino-Lione».