CATANIA, VESCOVO CALTAGIRONE CONTRO SALVINI/ “Abbandonare i cani è reato, abbandonare i migranti è legge”

Catania, il vescovo di Caltagirone Calogero Peri contro Matteo Salvini: “Abbandonare i cani è reato, abbandonare i migranti è legge”. E non è il solo della Chiesa siciliana ad attaccarlo..

09.12.2018 - Dario D'Angelo
Vescovo di Caltagirone, Calogero Peri (foto da Twitter)

La Chiesa siciliana sembra non gradire particolarmente le nuove politiche di “accoglienza” messe in atto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, con il suo decreto sicurezza. Come riportato da Fanpage, tra gli attacchi più duri indirizzati al vicepremier c’è stato quello del vescovo di Caltagirone (Catania), monsignor Calogero Peri, che sulla questione dei migranti ha voluto battere un colpo forte e chiaro pur senza mai citare il leader del Carroccio: “In Italia specialmente prima delle vacanze estive, passa una bella pubblicità: non è civiltà abbandonare i cani per strada e chi lo fa è punito dalla legge. Invece, abbandonare per strada i migranti o, se sembra troppo forte, ‘accompagnarli’ e lasciarli per strada , è ‘sicurezza’, è legge“. Salvini deciderà di rispondere a questa presa di posizione da parte dell’uomo di chiesa? Se deciderà di farlo, probabilmente dovrà tenere conto di un altro attacco, quello dell’arcivescovo di Agrigento.

MIGRANTI, ANCHE L’ARCIVESCOVO DI AGRIGENTO CONTRO SALVINI

L’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, ha approfittato della messa dell’Immacolata Concezione per dire la sua su un tema molto sentito dalla Chiesa come quello che investe i migranti. Durante l’omelia, come riportato da Fanpage, l’arcivescovo ha detto:”Capita, giustamente, di commuoverci dinanzi a un animale che soffre: è una creatura vivente che merita rispetto. Ma, per esempio, poi si resta indifferenti dinanzi a uomini – migranti – che hanno la colpa di voler vivere come gli altri e per questo soffrono e muoiono a migliaia, o dinanzi ai poveri che soccombono per la fame, o subiscono la violenza dei prepotenti o pagano il prezzo della corruzione e dell’illegalità“. Anche in questo caso il ministro dell’Interno Matteo Salvini non viene mai citato, ma i riferimenti ai migranti e ai trattamenti loro riservati sembrano portare tutti in un’unica direzione…

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