Candelora, 2 febbraio 2018/ La marmotta Phil ha “parlato”: altri due mesi di freddo inverno

- Niccolò Magnani

Candelora, 2 febbraio 2018: cos’è la festa della Presentazione al Tempio di Gesù e la Purificazione della Vergine Maria. “Cristo luce nel mondo”, riti, tradizioni e usi di questa festa

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Festa della Candelora 2020

Phil ha parlato. Quest’anno la marmotta è uscita dalla tana e ha visto la sua ombra, segno popolare che prevede un duraturo inverno. La profezia dettata dall’animale è una tradizione negli Stati Uniti d’America. La festa è celebrata negli Usa e in Canada il 2 febbraio e si basa sul comportamento della marmotta americana, Marmota monax, al suo risveglio. Il rito ha radici antichissime: basti pensare che la prima volta è avvenuto a Punxsutawney, in Pennsylvania, il 2 febbraio 1887. Ma come funziona esattamente? Semplice: se la marmotta emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto. Se vede la sua ombra perché è una bella giornata, avrà paura e tornerà di corsa nella sua tana. A quel punto l’inverno continuerà per altre sei settimane. E, nelle scorse ore, la marmotta è tornata a casa, simbolo di un inverno rigido per ancora parecchi giorni. La tradizione nasce da una rima scozzese: “If Candlemas Day is bright and clear, there’ll be two winters in the year”. (Agg. Alberto Graziola)

LA PROCESSIONE NEL DUOMO DI MILANO

La Candelora, che si celebra oggi 2 febbraio 2018, è rappresentata perfettamente da Michelino da Besozzo con il suo capolavoro “Madonna dell’Idea”, che si trova tra le sale del Tesoro, all’interno del Grande Museo del Duomo di Milano. Sulla tavola è raffigurata la “Madonna con Bambino in trono”, circondata dagli angeli, e la “Presentazione di Gesù al Tempio”. Questa è una festa molto sentita a Milano, dove anticamente si svolgeva una processione che prevedeva il trasporto dell’arca della “Madonna dell’Idea” dalla basilica di Santa Maria Maggiore alla Chiesa di Santa Maria Beltrade. Oggi invece la processione nel Duomo di Milano parte dall’altare della Madonna dell’Albero: qui, come riportato dal Corriere della Sera, vengono benedette le candele distribuite a canonici e fedeli. Al termine della benedizione delle candele e della processione, l’arcivescovo Mario Delpini presiede alle 17.30 l’eucarestia nella Festa della Presentazione del Signore, che coincide con la Giornata mondiale della Vita consacrata. Tradizionalmente la processione della Candelora era considerata la festa della fine dell’inverno. I milanesi guardando il cielo cercavano di pronosticare quanto lontana fosse la primavera. (agg. di Silvana Palazzo)

VANGELO E RESURREZIONE “ANNUNCIATA”

Nel giorno della Candelora, la Santa Chiesa Cattolica ricorda la grande celebrazione tramite un testo molto bello dal Vangelo di Luca: secondo la liturgia romana, nel giorno in cui viene presentato il Figlio Gesù al Tempio di Gerusalemme è l’incontro con un personaggio anziano a rendere piena testimonianza di quel momento storico che cambierà per sempre la storia dell’umanità. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore : dopo la celebrazione, Luca spiega nel testo che lo Spirito Santo scese su Simeone dopo che gli era stato preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di incontrare almeno una volta il Cristo del Signore. «Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori», si legge nel vangelo di oggi 2 febbraio. Un annuncio di resurrezione per la prima volta reso esplicito nel Vangelo, già durante la giovanissima età del piccolo nato a Betlemme. Una resurrezione attraverso la carne e attraverso dei testimoni che davanti a quell’Uomo così particolare credettero alla Sua divinità: Simeone è il primo, grande testimoni, di una lunga serie che arriva fino ai giorni nostri. 

I “DETTI” E L’INVERNO

Candelora è il nome con cui è nota la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio di ogni anno. Nella celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. Ma la Candelora ha usanze, tradizioni, proverbi e riti diversi nelle varie parti del nostro Paese. Vediamone alcune insieme. In Lombardia c’è il detto “A la Madona da la Sciriœura dol inverno a semm da fœura ma s’al fioca o al tira vent quaranta dì a semm anmò dent (Alla Madonna della Candelora dall’inverno siamo fuori, ma se nevica o tira vento quaranta giorni siamo ancora dentro)”. Opposta la versione che è nota a Bologna: “Al dé dl’Inzariôla, o ch’al naiva o ch’al piôva dal invêren a sän fòra, mo s’ai é al suladèl a in arän anc pr un msarèl” (Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall’inverno siamo fuori, ma se c’è il sole ne avremo ancora per un mesetto). In Toscana, invece, si considera la fine dell’inverno in caso di cattivo tempo. Anche Padova si associa al 2 febbraio come giornata per comprendere il tempo in arrivo nelle settimane successive: “se ce sole a candelora del inverno semo fòra, se piove e tira vento del inverno semo dentro”. Insomma, in base a dove vivere, potreste capire le condizioni meteo del mese seguente e capire se l’inverno ha intenzione di manifestarsi nel pieno della sua forza o se lascerà spazio ad un clima mite… (Agg. Alberto Graziola)

NEGLI USA E’ “IL GIORNO DELLA MARMOTTA”

La Chiesa Cattolica si prepara ad accogliere per il 2 febbraio la grande festa della Candelora: una tradizione antichissima che si rifà a due momenti principali della vita di Gesù che in momenti diversi sono stati celebrati dalla Chiesa fino al 1960 quando con una riforma liturgica si è scelto che nel giorno 2 febbraio si festeggia la Presentazione al Tempio di Gesù (l’altro ricorso della tradizione riguarda la Purificazione della Vergine Maria quaranta giorni dopo la nascita del Figlio Unigenito). Per chi invece non crede nella fede cattolica, la festa della Candelora individua una serie di indicazioni – anche qui nate dalla tradizione popolare – sull’ipotetica fine dell’inverno. Negli States ad esempio il giorno della Candelora coincide con la tradizione della marmotta Phil “capace di predire” in base alla sua uscita dalla tana l’andamento degli ultimi mesi di inverno (ve lo ricorderete di certo con lo straordinario film “Ricomincio da capo” con Bill Murray). Tornando però alla festa religiosa, la Presentazione al Tempio dopo la nascita di Gesù veniva detta festa della Candelora per via delle benedizioni delle candele che la Chiesa effettuava per annunciare al mondo la Luce di Cristo. Come diceva il vecchio profeta Simeone, «I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Per un lungo periodo la festa era dedicata alla Purificazione della SS. Vergine Maria visto che per l’usanza ebraica una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi.

L’OMELIA DEL PAPA

In attesa di vedere cosa avverrà quest’anno tra le varie tradizioni sia regionali – ma non tutti in Italia la festeggiano la Candelora, è situata solo in alcune regioni – che extra nazionali, anche qui non solo negli Stati Uniti con “il giorno della marmotta”, andiamo a ripercorre cosa lo scorso anno (2 febbraio 2017, ndr) il Papa disse in occasione della Candelora. Nell’omelia proferita in San Pietro per la Presentazione del Signore al Tempio, Francesco insistette a lungo sul rapporto tra la legge e la “rivoluzione” di Cristo nel mondo. «Quando i genitori di Gesù portarono il Bambino per adempiere le prescrizioni della legge, Simeone, «mosso dallo Spirito» (Lc 2,27), prende in braccio il Bambino e comincia un canto di benedizione e di lode. Simeone non solo ha potuto vedere, ma ha avuto anche il privilegio di abbracciare la speranza sospirata, e questo lo fa esultare di gioia. Il suo cuore gioisce perché Dio abita in mezzo al suo popolo; lo sente carne della sua carne». Per Papa Bergoglio il canto di Simeone parla al cuore di tutti noi fedeli: «è vero, la speranza in Dio non delude mai, Egli non inganna. Simeone e Anna, nella vecchiaia, sono capaci di una nuova fecondità, e lo testimoniano cantando: la vita merita di essere vissuta con speranza perché il Signore mantiene la sua promessa; e in seguito sarà lo stesso Gesù a spiegare questa promessa nella sinagoga di Nazaret: i malati, i carcerati, quelli che sono soli, i poveri, gli anziani, i peccatori sono anch’essi invitati a intonare lo stesso canto di speranza. Gesù è con loro, è con noi». Clicca qui per il testo integrale dell’omelia per la Candelora.

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